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10 settembre 2012

Il canto funerario di una ghiandaia di macchia

Un recente studio dell’Università della California Devis, pubblicato sulla rivista Animal Behavior svela i rituali funerari messi in atto da una simpatica specie di uccello, la ghiandaia di macchia (Aphelocoma californica).

Si tratta di un uccello che vive in habitat di macchia bassa, per lo più in foreste di ginepro, talvolta in boschi di querce.

Si nutrono, oltre che di noci e bacche, anche di insetti e piccoli anfibi e rettili.

La ricercatrice Teresa Iglesias, con il suo team, ha rilevato uno strano comportamento di questa specie di fronte ad un conspecifico morto.

La ghiandaia esegue una danza, che non si può osservare in nessun altra occasione: volteggia intorno al corpo esanime del proprio conspecifico ed emette un fastidioso stridio.

Si tratta di un canto cacofonico, che secondo la Iglesias fungerebbe da allarme per le altre ghiandaie, presenti nelle vicinanze: la morte di un conspecifico infatti viene interpretata come un chiaro segno di pericolo.

Per testare questa ipotesi i ricercatori hanno osservato le ghiandaie che popolano i giardini residenziali. Nei giardini sono stati posizionati diversi stimoli: un gufo fantoccio, per simulare la presenza di un predatore, pezzi di legno, ghiandaie morte, ghiandaie imbalsamate. Di fronte ai gufi fantocci, le ghiandaie mostravano un atteggiamento aggressivo, di fronte alle ghiandaie impagliate si aveva una risposta territoriale, di fronte ai pezzi di legno nessuna reazione.

Ebbene il canto cacofonico è stato registrato solo in presenza di una ghiandaia morta. A questo canto sopraggiungevano altre ghiandaie, che potenziavano l’effetto allarmante del canto. La morte, insomma influisce sul comportamento di questi uccelli, che ne danno al mondo una spettacolare comunicazione.

Immagine tratta da http:/ciroglobalist.it

 

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