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19 giugno 2012

Se perseveri sei tutto tuo padre

Ogni giorno la scienza medica e la ricerca universitaria ci danno nuove patate bollenti da pelare, studi innovativi che mescolano psicologia a botanica, scienza della nutrizione alla zoologia, poziosezione a pilocatabasi nell’amorevole tentativo di proteggerci dall’ambiente e da noi stessi; mettendoci in allerta sulla pericolosità del grano saraceno se inghiottito durante la funzione fàtica o dimostrando che le persone prendono decisioni migliori su alcune cose, ma decisioni peggiori su altre, quando hanno l’impellente bisogno di urinare. Ricerche che fanno alzare più di un sopracciglio ma che vengono portate avanti essenzialmente per il nostro bene, che noi ci crediamo o meno, almeno fino a che non vengono amaramente confutate.

L’ultima nata in casa Scienza, più precisamente nei laboratori della Brigham Young University nello Utah,  riguarda i nostri rapporti genitoriali e le conseguenti influenze che determinano il nostro comportamento. Da uno studio dei professori Laura Padilla-Walker e Randal Day su 325 famiglie nell’arco di diversi anni è emerso come ostinazione e perseveranza si ereditino principalmente dal padre, alla cui figura autoritaria dovremmo le nostre migliori capacità di apprendimento e la difficoltà ad entrare in reti delinquenziali. Una padre presente e autoritario porterebbe l’infante a raggiungere con maggiore energia i propri risultati e portare a termine progetti, a patto che il genitore faccia sentire al figlio il proprio amore spiegandogli le regole a cui viene sottoposto e senza porre freni eccessivi all’autonomia del figlio. Queste le regole auree secondo lo studio scientifico di Walker/Day per essere un padre idoneo a far trasmigrare la propria perseveranza nella prole, regole valide anche in caso che il padre i questione sia single (studi più precisi in questo campo sono in corso e daranno presto frutti).

Strano che in nessuna riga del progetto di ricerca, pubblicato su giornali quali il Wall Street Journal e il Los Angeles Times, compaia la parola “madre“, come se la figura autoritaria in una famiglia posstesse essere solo rivestita dal pater familias; d’accordo che lo Utah è uno dei cinque stati statunitensi a non aver ratificato l’Equal Rights Amendment e la Brigham Young University è la bandiera dell’educazione della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, ma là le mamme saranno davvero tutte “doormats”?

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