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27 giugno 2012

Sesso: più rapporti, meno infertilità

La sterilità maschile è un problema in continuo aumento in tutto il mondo, specialmente nei paesi industrializzati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) circa il 10-20% delle coppie soffre di infertilità, e almeno nel 50% dei casi a soffrirne è proprio l’uomo.

Le cause possono essere molteplici – fattori ambientali, stile di vita scorretto, terapie invasive ecc – tuttavia esistono rimedi in grado di alleviare questo disturbo, e secondo una recente ricerca un metodo efficace e del tutto naturale sarebbe proprio il sesso.

Lo studio è stato effettuato da un gruppo di ricercatori australiani, diretti dal dott. David Greening, ed è stato presentato al meeting annuale della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia di Amsterdam, dove Greening ed i suoi collaboratori hanno mostrato i risultati della loro ricerca.

Durante le ricerche, gli studiosi hanno sottoposto 118 volontari uomini con problemi di fertilità ad una serie di test: inizialmente ognuno di essi mostrava danni al Dna dello sperma compresi tra il 15% ed il 98%, ciò vuol dire che il loro liquido seminale non raggiungeva l’eccellenza, come invece dovrebbe essere normalmente.

In seguito alle prime analisi, gli esperti hanno richiesto ai volontari di avere rapporti sessuali quotidianamente per sette giorni, senza però modificare in alcun modo il proprio stile di vita. Trascorsi i sette giorni, i ricercatori hanno nuovamente analizzato lo sperma dei partecipanti, rilevando dei cambiamenti interessanti. Dai risultati dei test, infatti, gli scienziati hanno osservato una riduzione del danno per l’81% dei volontari, con una media di diminuzione del 12% circa. Per quanto riguarda invece il restante 19%, gli studiosi hanno riscontrato un aumento del 10% del danno al Dna.

I ricercatori hanno affermato che ciò che davvero può essere considerato significativo è l’aumento della qualità del liquido seminale, che se in precedenza era considerato scarso, ora può essere ritenuto di qualità media o addirittura buona. Gli esperti confermano la necessità di ulteriori studi per comprendere se questo miglioramento coincida con un maggiore tasso di gravidanza, tuttavia questa scoperta è sicuramente un ottimo punto di partenza per le future ricerche riguardanti la sterilità.

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