• Google+
  • Commenta
7 giugno 2012

“Tra amici”: l’ultimo libro di Amos Oz

Uscito ieri, 6 giugno, l’ultimo libro di Amos Oz dal titolo Tra amici, per l’editore Feltrinelli. “Tutti sono compagni ma ben pochi sono amici. Io ne ho una decina e mi bastano, tra questi ci sono mia moglie e i miei figli” così lo scrittore nato a Gerusalemme nel 1939 inizia la presentazione del suo nuovo lavoro, una raccolta di racconti che ricrea il microcosmo di un kibbutz israeliano negli anni ’50.

C’è il giardiniere timido col vizio di dare brutte notizie, la donna abbandonata dal marito che è andato via con la vicina di casa che ancora è lì, il calzolaio anarchico che, forse, per distaccarsi dal mondo si appassiona di esperanto.

Amos Oz descrive un tempo di straripante idealismo, quando la nascita del nuovo stato d’Israele aveva inebriato gli animi di una speranza nuova, di cambiamento, finalmente possibile e in meglio. “Oggi l’illusione è svanita, l’aspetto ideologico si è ammorbidito, e c’è meno intolleranza e rigidità. Si lavora più sodo di quello che si dovrebbe, come accade un pò ovunque, per acquistare cose di cui non abbiamo bisogno, per far colpo su gente che non ci sta nemmeno simpatica”.

Affermazione fortemente venata di rassegnazione, tanto che l’autore si identifica in uno dei suoi personaggi, quello dell’esperanto, che gli ricorda se stesso a sedici anni, quando credeva che il mondo si potesse cambiare perchè gli uomini nascono tutti buoni: oggi è convinto che è impossibile cambiare le cose di colpo, e ha smesso di credere nella rivoluzione. Non per questo è uno che ha mollato, anzi nel suo atteggiamento vi è un nobilissimo rifiuto dell’indignazione, vista come una moda, sindrome di debolezza, magro sostituto del dialogo, come le scritte degli incazzati su facebook: manco l’ironia.

Parlando di Israele Amos Oz conclude dicendo che attualmente vivere in Israele “è come stare sulle pendici di un vulcano in piena eruzione, eppure la gente riesce a pensare ad altro, come i personaggi dei miei racconti, che non dormono per i più disparati quanto ordinari motivi” .

Insomma un quadro di tempi andati, che per confusione sembrano molto attuali

Google+
© Riproduzione Riservata