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13 luglio 2012

Altravita 2.0: acceso dibattito alla presentazione del libro di Durante

Un acceso dibattito ha animato la presentazione del secondo romanzo giallo di Gianluca Durante, ieri sera nell’atrio del Museo Diocesano in piazza Plebiscito a Salerno. Il thriller “Altravita 2.0”, Leone editore, ha dato il ‘la’ al criminologo Gennaro Imperatore per ‘un’indagine’ condotta in tempo reale sul palco, sulla personalità del killer seriale: una persona che uccide e uccide ancora, con modalità rituali, spinto il più delle volte dal desiderio di sanare ferite abbandoniche che hanno sistematicamente da sfondo parafilie e impulsi sessuali.

L’autore, dopo il successo di Altravita, pubblicato nei Gialli Mondadori e vincitore del premio Tedeschi 2007, ha ambientato anche questo suo secondo libro nel mondo del giornalismo, ed è stato premiato alla rassegna libraria ‘incostieraamalfitana.it’ edizione 2012 come miglior scrittore emergente.

L’attore Roberto Lombardi, nel suo reading, ha incantato la sala gremita dal pubblico, leggendo l’agghiacciante prologo e poi il discorso sul giornalismo della prima vittima del thriller.

Alla presentazione è stato Enzo Todaro, presidente dell’Associazione giornalisti salernitani, a spronare il dibattito sul mestiere di giornalista, sulla necessità di scoprire la verità (le verità?) che si presenta sempre in mille sfaccettature.
Un mestiere che fonda le sue basi anche sul mondo sommerso del lavoro nero, sul precariato, sul potere dell’informazione e di chi informa, sul valore/disvalore dei nuovi media, che ci sommergono di notizie, le cui fonti incerte rendono incerta la stessa verità. E in questo scenario reale il thriller “Altravita 2.0”, cosa è? Cosa racconta? Fiction, verità? Sul tema si è consumato un dibattito duro, a tratti infuocato e spesso da brivido, moderato dal giornalista Marcello Napoli, che si è concluso con un intervento di Gianluca Durante fuori dai denti, fuori dalle righe, fuori dagli schemi convenzionali a cui siamo abituati, che ha lasciato il pubblico, fino alla fine, con il fiato sospeso.

Una risposta alle opinioni di Todaro, quella di Durante, quasi uno scontro generazionale, che mostra due visioni diverse del mondo del giornalismo e della scrittura e delle regole, spesso silenti, che regolano l’uno e l’altro ambito di espressione.
Regole che stanno strette agli uomini di libertà.

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