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19 luglio 2012

Combattere la malaria modificando un batterio presente nella zanzara che trasmette la malattia

La malaria è la seconda malattia infettiva al mondo per mortalità dopo la tubercolosi. Le stime parlano di un milione di morti l’ anno. Il 90% dei casi di infezione riguarda le zone tropicali. In Italia ormai da tempo si verificano soltanto rari casi autoctoni ma come recenti studi dimostrano il movimento della popolazione nelle varie zone del mondo, ad esempio per motivi di turismo può essere un fattore di rischio.

Nel passato le tecniche di prevenzione sono state le bonifiche e la distruzione delle larve della zanzara del genere Anopheles attraverso la cui puntura si trasmette la malattia. Attualmente oltre a generici consigli per i viaggiatori non è stata ancora individuata una soluzione al problema come ad esempio un vaccino efficace e di ampio utilizzo.

Alcuni ricercatori statunitensi del Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora e della Duquesne University di Pittsburgh hanno pensato di combattere la malaria intervenendo direttamente sul vettore della malattia.

Hanno modificato geneticamente un batterio presente all’ interno dell’ apparato digerente della zanzara Anopheles, il Pantoea agglomerans inducendolo a produrre delle particolari proteine anti-plasmodio, il parassita causa della malattia, riducendo la trasmissione dello stesso fino al 98% .

Come affermato dagli stessi studiosi nell’ articolo dal titolo “Fighting malaria with engineered symbiotic bacteria from vector mosquitoes” se gli esperimenti continueranno a produrre risultati positivi questa tecnica potrebbe costituire il più efficace strumento fin ora pensato per combattere la malaria.

 

Lo studio è consultabile sul sito: http://www.pnas.org/

Fonte immagine: http://healthmad.com/conditions-and-diseases/causes-and-symptoms-of-malaria/

 

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