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28 luglio 2012

Enel battuta da Greanpeace: assolta l’associazione ambientalista

Enel battuta da Greanpeace: assolta dall’accusa di diffamazione in quanto, secondo i giudici del Tribunale di Roma, si tratta di legittimo esercizio di critica. Enel Killer era stata l’accusa mossa dagli attivisti, ma a quanto pare, il termine a cui si fa riferimento, non rappresenta oggetto di diffamazione!

Il Tribunale di Roma sancisce il diritto di critica da parte di Greenpeace per la campagna FacciamoLuceSuEnel.org. Le “indagini” avviate lo scorso Marzo con la campagna Facciamo Luce su Enel, da parte del Reparto Investigazioni Climatiche di Greenpeace: (dal sito del movimento per la sensibilizzazione contro l’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone) “decreta il rinvio a giudizio di Enel con i seguenti capi di accusa: continuata e aggravata distruzione del clima; emissioni di CO2 in aumento nel 2011, sia in Italia che in Europa;• causata mortalità prematura nella popolazione esposta alle emissioni delle sue centrali a carbone; piani di ulteriore sviluppo della quota di elettricità da carbone; causati danni economici al Paese e all’Europa.

Greenpeace era stata citata in giudizio da Enel, con l’accusa di diffamazione, e per altro la compagnia energetica aveva richiesto un risarcimento cospicuo. “il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è conforme a verità…”. Il giudice ha verificato, inoltre, come gli esiti della ricerca con cui accusiamo Enel di essere causa di una morte prematura al giorno in Italia nonsono stati contestati dalle società ricorrenti [gruppo Enel] essendone peraltro l’Enel stata portata tempestivamente a conoscenza. In altre parole, l’azienda non è stata in grado di smentirci” dichiara l’associazione ambientalista sul sito web della campagna.

A quanto si apprende dal provvedimento «I dati riportati sono effettivamente conformi agli esiti della ricerca commissionata da Greenpeace a Somo, relativamente ai danni provocati dalle centrali a carbone e già noti alla comunità scientifica internazionale […] I termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indicato configurano un linguaggio, nell’intero contesto, adeguato all’importante iniziativa di denuncia ambientale».

Nessuna diffamazione, dunque per gli attivisti. Dalla sentenza si comprende che i dati della ricerca «non sono stati contestati dalle società ricorrenti (gruppo Enel) essendone peraltro l’Enel stata portata tempestivamente a conoscenza. Il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è dunque conforme a verità».

Secondo la sentenzala durezza delle espressioni (killer fre le tante -ndr-) è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l´opinione pubblica, dalla funzione tipicamente di denuncia dell´associazione resistente …”

«È questa la vittoria di un principio fondamentale della democrazia: il diritto alla critica – afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell’associazione – Il linguaggio aspro non è censurabile se è fondato su dati e argomenti scientificamente fondati»

 

fonte immagine: http://www.geograph.org.uk/photo/2690640

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