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19 agosto 2012

Apple e Samsung, per un pugno di dollari

Dalle carte del processo che si svolge in California per la presunta copia dei brevetti Apple da parte della casa coreana spunta un’amichevole offerta della Mela per aggiustare le cose fuori dal tribunale

Forse, anche alla Apple sanno che sostenere un processo non è una delle cose più economiche che esistano, specialmente se si parla di una causa per violazione di brevetti di design contro un altro colosso dell’hi tech, dove in gioco ci sono centinaia di milioni di dollari.

Oggi, che il processo è bello che avviato e, anzi, si trova nella fase clou dell’istruttoria dove ognuna delle parti in gioco sta sfoderando i propri assi nella manica, emerge come gli americani della Mela avessero, in realtà, tentato una soluzione più pacifica di quella giudiziaria, cercando un accordo con i rivali coreani di Samsung, in modo da non dover affrontare il dispendioso e incerto iter della giustizia.

Davanti alla giudice Lucy Koh del tribunale californiano di San Jose, infatti, è saltata fuori una richiesta del 2010 proveniente da Cupertino e indirizzata ai colleghi di Seul, nella quale Apple proponeva a Samsung il pagamento di royalties forfettizate per ogni smartphone e tablet venduto, dando per assodato che il design dei prodotti coreani fosse evidentemente derivato dai propri.

Il documento, pubblicato qualche giorno fa in rete, si intitola “Samsung-Apple Licensing Discussion” ed evidenzia come Apple avesse le idee piuttosto chiare sulle condizioni da proporre alla casa coreana: 24 dollari di diritti riconosciuti da pagare per ogni smartphone venduto con s.o. Android, 9 dollari per i telefoni con s.o. Bada (sistema operativo interamente sviluppato da Samsung) e 21 dollari per ogni Windows Phone, a cui aggiungere 32 dollari per ogni tablet, per un totale di circa 250 milioni di dollari, stimando le sole vendite del 2010.

Samsung, evidentemente, non deve averla presa bene, e dopo pochi mesi i due giganti si sono ritrovati davanti ai tribunali di mezzo mondo per i motivi più svariati e ognuno con le proprie, milionarie, ragioni. Infatti, mentre in California iniziava la causa che Apple voleva evitare attraverso “l’offerta” in questione, in Germania proprio Samsung portava i californiani della Mela davanti al tribunale di Mannheim per presunte violazioni inerenti ai brevetti di utilizzo della tecnologia 3G sui propri terminali da parte di Apple.

Una guerra senza esclusione di colpi, generata dal mancato accordo su un’offerta che Apple pensava non si potesse rifiutare, e invece è stata rimandata al mittente con un bel “no, grazie, preferiamo sentire cosa ne pensa il Tribunale della California”.

In questi giorni, come dicevamo, le difese delle parti in causa stanno giocando tutte le carte a disposizione, a partire dall’analisi dei prototipi Apple mai mandati in produzione (per dimostrare la assoluta e indiscussa paternità di ogni singolo centimetro di design, di vi abbiamo parlato qui), fino ad arrivare alla “battaglia dei testimoni” nella quale l’avvocato di Cupertino avrebbe presentato circa 70 pagine di opposizioni alle testimonianze fatte ascoltare da Samsung, facendo letteralmente sbottare la giudice Koh, che candidamente gli ha domandato se per caso si fosse fumato del crack per produrre tutte quelle eccezioni.

Tutto questo mentre i legali di Samsung, superando ogni immaginazione, si presentavano in udienza richiedendo di poter visionare un estratto del capolavoro di Kubrick2001: Odissea nello Spazio”, per sostenere che Apple, nel proprio design, si fosse ispirata ai display che compaiono in una scena della pellicola. Richiesta puntualmente rigettata dalla attenta giudice, che ha invitato a proseguire nella discussione.

Aspettando di capire quando finirà (pare entro settembre) quello che molti analisti economici hanno già ribattezzato “il processo del secolo”, cercheremo di rimanere aggiornati su quali saranno le prossime esilaranti – e quantomeno fantasiose-  mosse di entrambe le parti in causa, tenendo presente che proprio poche ore fa la giudice Koh ha chiesto a tutti di cercare un nuovo accordo prima della sentenza, visto il clima a dir poco rovente.

 

Fonte foto: http://www.computerworld.in

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