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3 luglio 2012

Il palio è… fatto!

Dopo la vittoria da parte della contrada dell’Onda, e della performance del fantino Trecciolino su Ivanov…  non potevano mancare le già ben note e rodate critiche al mondo del palio e a tutto ciò che di coinvolgente, spettacolare e folcloristico lo caratterizza. Molte sono le proteste e le accuse mosse da più parti, da enti o associazioni animalisti, portatori di consensi e di istanze che volta dopo volta sembrano prendere sempre più piede. Volendoci però allontanare da questioni e posizioni prettamente morali o ideologiche ( degne comunque di rispetto e di grossa considerazione) vorremmo porre la nostra attenzione ad un piccolo dettaglio, che agli occhi di un attento lettore della realtà “cavallo” , non poteva lasciarlo indifferente.

Ogni anno la trafila tecnico-burocratica-agonistica, è sempre molto lunga e articolata per fantini e cavalli che dovranno disputare la beneamata corsa. Infatti con la costituzione di una speciale commissione veterinaria che seleziona i cavalli presentati, e particolari prove di natura fisica su particolari piste che simulano il fondo e l’organigramma della famosa piazza senese, si arriva all’individuazione dei 10 soggetti che potranno prendere parte alla corsa. I controlli antidoping vengono effettuati fino ad una settimana prima della corsa dopo la quale i soggetti ritenuti “ puliti” decadranno nella totale responsabilità delle singole contrade.

Fin qui tutto liscio! Se non fosse ( e qui verte l’obiezione) che per superare alcuni <<piccoli problemi tipici dei cavalli che corrono >> come recitano alcune testate giornalistiche, il sindaco con propria ordinanza ( fonte : http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/5823-palio-di-siena-emessa-nuova-ordinanza-sulluso-dei-farmaci.html ) ha autorizzato l’utilizzo di alcune molecole le quali però, non dovranno oltrepassare i livelli ematici consentiti dalla F.E.I.( federazione equestre internazionale ) . Forse tutti coloro che non sono quotidianamente partecipi e protagonisti del mondo equestre, non troveranno in ciò nessuna fonte di curiosità o di minimo stupore, ma per chi vive quotidianamente all’interno di determinate dinamiche sportive ed agonistiche, ha ormai ben chiare alcune dinamiche farmacologiche in uso in ambito veterinario.

La sorpresa infatti sgorga dalla lettura di due molecole il fenilbutazone e il flunixin meglumina ,noti antinfiammatori, che concorrono alla guarigione in caso di traumi o patologie. Il loro uso in modo eccessivo potrebbe quindi concorrere ad aumentare le performance del cavallo e quindi incappare nel pericoloso campo del doping. Non è ben chiaro perché una festa ( perché di questo stiamo parlando) debba mischiarsi ad elementi appartenenti a sfere ed ambienti non propriamente raccomandabili. Inoltre noi crediamo in tutta buona fede che ci siano regolari controlli e non ci siano forzature sull’animale, ma allora per quale motivo l’uso di farmaci se il cavallo viene rispettato in tutto! Lasciamo naturalmente all’intelligenza del lettore comprendere le storture del sistema… noi sommessamente ci poniamo delle domande alle quali non si riesce però di trovar risposta:

 

1- Perché se il Palio segue la strada della tradizione e del folclore millenario tipico della città, utilizza elementi così innovativi che ne potrebbero alterare le caratteristiche? In fin dei conti da sempre si è corso il palio…ma solo di recente è emerso il fantasma doping che potrebbe inquinare e far ammalare il mondo della corsa, in passato non esistevano le molecole e i farmaci odierni eppure si crede che i cavalli corressero lo stesso.

2- Perché far correre un cavallo se infortunato? In effetti si crede alla possibilità che la sfortuna ci metta lo zampino e faccia infortunare casualmente il quadrupede, ma si crede anche, che moltissimi dei traumi arrecati ai cavalli siano per incompetenza, inattenzione ed errato management della vita del cavallo…da ciò segue la conseguenza logica che “chi è causa del suo mal pianga se stesso” e non faccia ricadere i propri errori sul povero cavallo infortunato, continuando il training.

3- Nel documento è utilizzato espressamente il termine << terapeutico >> , il ché demanda ad uno stato patologico o similare, quindi da quai si ritorna al quesito numero 2!

Domande banali o forse prive di quell’alto grado intellettuale che certamente accomuna tutti i burocrati e uomini che gestiscono un mondo equestre caratterizzato da troppi interrogativi e da pochissime certezze. Purtroppo a farne le spese come sempre sono i più deboli, coloro che non hanno voce in capitolo, coloro che con una fanciullesca accondiscendenza assecondano ogni richiesta, coloro che chiedono solo un po’ di mangime e fieno, coloro che sopportano tutte le angherie e soprusi umani, coloro che nonostante ciò, finita la loro funzione produttiva finisco dentro un panino!

 

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