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31 luglio 2012

La paura di invecchiare

La paura di invecchiare è da sempre legata all’uomo fin dai tempi più antichi. È insita nel genere umano e si manifesta tramite l’uso, a volte, ossessivo di trucchi e di creme di tutti i tipi. In fondo, la volontà di mantenere il proprio corpo intatto era già presente con gli Antichi Egizi furono i primi ad usare la tecnica dell’imbalsamazione.

Con il passere del tempo tale paura ha subito un’evoluzione in sintonia con le nuove scoperte e tecniche scientifiche. Prima si ricorreva a mezzi più semplici: l’iscrizione in palestra o col desiderio, per l’uomo, di mostrare la sua virilità comprando una moto o un auto sportiva.

Oggi la situazione è cambiata, si può intervenire con maggiori risultati su ciò che è avvertito come un problema. Si tratta della chirurgia estetica. Ma prima essa veniva vista come uno sogno dai più, poco accessibile perché costosa: un lusso agibile solo per un determinato ceto sociale, in particolare, le donne sembravano le più interessate. Ora sia uomini che donne ricorrono a piccoli ritocchi e di tutte le classi sociali.

Di contro una tale tendenza rischia di diventare un’abitudine, ormai sembra essere un’abitudine ricorrere ad un lifting per attenuare le rughe, spesso si vedono settantenni con un volto liscio, privo dei segni del tempo. Ciò succede, probabilmente, perché in un’età più giovane si tende a trascurarsi: tra i venti e i trent’anni sia un corpo totalmente diverso. Il consiglio degli esperti è prendersi cura di sé fin da principio: fare un’attività sportiva, seguire una dieta equilibrata, limitare lo stress e fare anche uso di creme volte a migliorare la propria pelle e il proprio corpo. Un percorso che può aiutare ad affrontare meglio la paura di invecchiare, in una maggiore consapevolezza che si è fatto tutto il possibile per vivere in modo corretto. Nei casi in cui invecchiare sembra essere un’ossessione si può ricorrere ad uno specialista, egli mostrerà che l’invecchiamento costituisce una tappa naturale per l’uomo, o avvalersi della chirurgia.

Una preoccupazione delle donne del tutto recente è l’ angoscia di mostrare le proprie mani.  Non solo il viso, , ma anche le mani rappresentano un biglietto da visita per  l’ individuo, e probabilmente rispettano al viso invecchiano più velocemente per l’ affaccendarsi di una vita incalzante: le pressioni connessi a qualunque impegno lavorativo, dalla scrivania al laboratorio, l’esposizione a temperature fredde, il giornaliero uso di saponi e detersivi e, infine, aspetto decisivo l’età. L’argomento non può non interessare chirurghi e dermatologi che ovviamente vogliono capire e sostenere le esigenze dei propri clienti.

Una nuova tecnica: l’ ACIDO IALURONICO – Una nuova tecnica proveniente dalla Florida ha condotto uno studio sperimentale, ricorrendo, con ottimi risultati, all’acido ialuronico in piccoli corpuscoli di gel per ridare un aspetto fresco e giovanile a mani, il cui tempo, le aveva rese troppo magre perché il grasso sottocutaneo era notevolmente diminuito. Il coordinatore della ricerca è Fredric S. Brandt, l’uomo, guida un centro privato di studi dermatologici ammesso dalla FDA: “ L’indagine si è basata su un campione di quindici persone, con un’età in media di 60 anni. Presentavano delle imperfezioni che potevano variare da moderate a gravi, causate dall’urgenza di vasi, superfici ossee e tendini. il farmaco è stato introdotto nel dorso della mano ed è stato poi distribuito con un massaggio». Gli effetti ottenuti sono stati visibili fin da subito, le imperfezioni erano migliorate già del 60-70% ,in poche settimane, e lo spessore della pelle migliorato di oltre il 25%. Continua lo studioso statunitense: «I risultati estetici sono stati controllati nei tre quarti dei pazienti del nostro campione da i nostri professionisti e sono stati convalidati dal parere personale in più della metà dei casi. Nel totale, su 10 pazienti 8 affermano di essere soddisfatti». Quanto alla solidità del risultato della terapia, per un terzo circa dei soggetti, è stato essenziale ricorrere ad un ritocchino: si è verificata quindi una nuova iniezione. Approssimativamente i risultati sono stati ottenuti e visibili ancora dopo sei mesi. Solo un individuo ha presentato un piccolo problema: un prurito ad una delle due mani, ma l’attinenza con il trattamento non era provabile”.

Invecchiare– Le mani rappresentano un libro percorso che se notato può far intuire il proprio stile di vita. Stefania Tenna, ricercatrice presso l’Unità di Chirurgia Plastica del Campus Bio-Medico di Roma, ha suggerito una disposizione delle manifestazioni in base alla propria anatomia: «La senilità si manifesta sia al livello più superficiale della mano, dove si presenta un assottigliamento e una diminuita elasticità della pelle, aumento in più punti di lesioni cheratosiche, macchie e pigmentazioni dovute al sole e al fumo, reticoli venosi, grinze, rugosità al tatto; sia ad un altro livello quello dei tessuti sottocutanei, muscolari e ossei”. Diverse sono le soluzioni adottate per combattere o annullare le imperfezioni, come viene presentato su Dermatologic Surgery. Sono presenti decine e decine di tecniche che possono essere utilizzate: l’acido ialuronico, la più conosciuta, l’idrossiapatite, il polilattatto, il grasso in eccesso dello stesso paziente che viene usato nelle zone da riempire, quindi l’uso di una rimozione chirurgica o con scleroterapia, il peeling, trattamenti laser, la note luce pulsata, usata anche nei centri estetici. Oggi il cliente si trova di fronte ad una vasta offerta, forse fin troppo abbondante, non sa dove dirigersi e spesso si rivolge a ciarlatani.  Si tratta di una vera e propria giungla, perché sono troppi i centri, autorizzati e non, che possono offrire tale servizio.

L’attendibilità e il risultato– È stato dimostrato che molti interventi di tal genere risultano efficaci e non provocano danni collaterali. Si tratta di numerosi prodotti per il filling, specificatamente l’acido ialuronico, è il più verificato. Sono sostanze che sono secondo natura presenti nel corpo dell’uomo e che spesso, oltre all’operazione di riempimento, hanno la capacità di attirare acqua nei tessuti, un procedimento fisiologico che riporta tonicità. Per altre sostanze, sussiste teoricamente un valore massimo di follow up, cioè un arco di tempo in cui si possono osservare gli eventuali risultati ed effetti: il polilattato e l’idrossiapatite, rientrano in questo genere di sostanze, perché da poco entrare in commercio, quindi, non si hanno molte informazioni a riguardo.  Sostiene la ricercatrice: “Bisogna che le aspettative siano legate all’effettivo risultato. La paziente deve capire che non si può bloccare o fermare il tempo: è impossibile. Tuttavia ci sono delle tecniche che possono attutire i segni del tempo. Il risultato deve essere obbiettivo non bisogna aspettarsi un effetto che non può verificarsi: l’imperfezione può essere diminuita ma non risolta del tutto. Si tratta, soprattutto, di interventi rivolti alla mano, però, esso deve essere il criterio principale abbracciato da tutta la medicina volta a fini estetici. L’esperto deve condividere il pensiero col proprio paziente, deve essere a riguardo ben chiaro”. La moda del hand rejuvenation che sta spopolando in America, probabilmente, non raggiungerà mai lo stesso successo negli altri paesi europei; ciò è dovuto perché in Europa sono altre le esigenze volte ad un ringiovanimento del viso più che delle mani. Qui si nota che la cultura e le aspettative cambiano a seconda dei luoghi geografici.

Immagine tratta dal sito: http://d4niel444.blogspot.it/2010_11_01_archive.html

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