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17 luglio 2012

A Pertosa le grotte dell’Angelo: tra cultura, spettacolo e arte

Grotte a Pertosa
Grotte a Pertosa

Grotte a Pertosa

Quando la cultura, lo spettacolo e l’arte si compenetrano nella natura, divenendone un tutt’uno, è allora che ci troviamo di fronte ad un capolavoro senza tempo, siamo a Pertosa alle grotte dell’Angelo.

Regista è il tempo ed il suo incessante lavoro, da 35 milioni di anni, l’opera che mette in scena si chiama “grotte dell’angelo”, una magica esperienza alla portata di tutti.

Siamo in provincia di Salerno, esattamente a Pertosa, dal latino pertusus, è qui che  si trovano le bellissime ed omonime grotte, cui si accede con una tipica imbarcazione che permette una incantevole traversata della lunghezza di duecento metri, percorrendo così,  il primo tratto di questo particolare percorso, fatto di rocce che assumono le forme più strane e bizzarre!

In origine a Pertosa alle grotte dell’Angelo venivano utilizzate nell’età del bronzo come rifugi.

I resti lignei perfettamente conservati all’interno sono gli unici ritrovamenti nella storia della speleologia in Campania.

Ospitarono successivamente Greci e Romani che ne fecero un luogo per i loro rituali e le cerimonie sacre. Successivamente, le grotte divennero abitazioni degli abitanti di Pertosa che a causa delle invasioni saracene verso la fine del IX secolo si rifugiarono sulla cima della collina di fronte alla grotta in località “Calitria”. Persino durante  la seconda guerra mondiale le grotte ebbero un ruolo fondamentale, dando rifugio alla popolazione di Pertosa che vi si nascose per difendersi dai bombardamenti.

A Pertosa alle grotte dell’Angelo sono un luogo che attrae ogni anno migliaia di visitatori che rapiti da questo incanto per diverse ragioni che vanno dall’interesse naturalistico, speleologico a quello archeologico che ne fanno uno dei siti più importanti della penisola.

Oggi è possibile seguire ed ammirare i tragitti che si snodano per circa 3000 metri sotto l’imponente mole del massiccio degli Alburni. Il tratto iniziale delle Grotte è invaso dalle acque del fiume Negro, un fiume proveniente dalle più recondite profondità che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca fino a raggiungere un piccolo approdo dal quale ci si inoltra nelle viscere della terra immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale. L’ambiente è surreale, cunicoli, gallerie e caverne si aprono dinanzi all’occhio del visitatore che indugia sulle superfici circostanti scoprendo come gruppi di stalattiti e stalagmiti si modellano di volta in volta in forme misteriose, cui spesso la fantasia ha assegnato un nome. Immaginare soltanto il tempo che impiega una stalattite o una stalagmite per crescere di un solo centimetro da l’idea dell’enormità del miracolo che la natura ha compiuto e continua ancora oggi.

Effetti speciali è la stessa natura ad offrirli a a Pertosa, gli impianti di illuminazione infatti sono basati su un sistema completamente integrato, il primo di questo genere a livello mondiale sviluppato in un sito speleologico, che coniuga la tutela ambientale, il risparmio energetico, la ricerca scientifica, la sicurezza dei visitatori, la comunicazione unificata interattiva con le esigenze scenografiche da offrire al visitatore.

Sono previsti diversi percorsi, che permettono a tutti di visitare zone diverse delle Grotte con modalità differenti a seconda del tipo di interesse godendo di una temperatura interna costante tutto l’anno di 16°, con la serenità di essere sempre accompagnati da personale esperto.

Le Grotte dell’Angelo per la loro suggestione sono state scelte dal regista Dario Argento, che ha girato in questi luoghi le riprese del “Fantasma dell’Opera”.

Durante l’anno a Pertosa le grotte dell’Angelo diventano location di eventi culturali di grande suggestione come “L’inferno di Dante”, prodotto dalla Tappeto Volante, il cui ideatore e regista è Domenico Maria Corrado.

Con la guida di Dante in persona ci si inoltra nei cunicoli scavati nelle viscere della montagna e, di caverna in caverna, si attraversano i dieci cerchi dell’Inferno, immaginato dal Sommo Poeta, ed in ognuno di essi, gli stessi spettatori si muovono all’interno della scena andando incontro ai personaggi che si incontrano, Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse, il Conte Ugolino e molti altri protagonisti della prima cantica della Divina Commedia.

A Pertosa alle grotte dell’Angelo Dante, accoglie il pubblico e dopo aver recitato per intero il primo canto dell’Inferno introduce gli spettatori–visitatori nell’antro delle grotte, dove in prossimità di una istallazione artistica, che riproduce l’immagine di Beatrice, descrive l’incontro di Virgilio con Beatrice.

Nel secondo cerchio il pubblico incontra Paolo e Francesca, qui Dante, recita i versi poetici del quinto canto.

Si attraversano poi il terzo il quarto ed il quinto cerchio, incontrando i diavoli: Cerbero, Pluto, e Flegias, messi a guardia di ognuno dei cerchi, e le anime dei peccatori che in essi scontano la loro pena.

Nel sesto cerchio, ambientato nella cosiddetta Grande Sala, si ritrova Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti.

A seguire Pier delle Vigne, trasformato in albero di Pruno, Ulisse e Diomede, il Conte Ugolino ed infine Lucifero.

Lo spettacolo è un vero e proprio evento, che potrà essere completato ed arricchito da visite e percorsi spettacolari di storia, arte, cultura e gastronomia che questa terra offre.

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