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25 luglio 2012

L’enfant prodige della famiglia Pelle: 9 esami in 41 giorni

La facoltà di architettura di Reggio Calabria può gloriarsi di essere la sede di un esempio di merito accademico prettamente italiano a riprova di come nella penisola sia ancora possibile conseguire lodevoli risultati universitari che, una volta maturati in titolo accademico, possano permettere la formazione di professionisti integerrimi e scrupolosi che promuoveranno l’efficienza in ogni campo in cui si siano specializzati. L’enfant prodige dell’Università degli Studi di Reggio Calabria è Antonio Pelle che, nonostante la difficoltà che molti incontrano negli studi di architettura, è riuscito a conseguire la bellezza di 9 esami in 41 giorni!

Una vera prodezza per uno studente da sempre considerato meno che mediocre, quale dunque il segreto dietro a questo rimarchevole successo? Non c’entrano ovviamente ne nuovi propositi di impegno ne iniezioni di fosforo ma solo buoni rapporti instaurati con il corpo docente e le amministrazioni accademiche, facili da costruire se si è naturalmente dotati di simpatia, ancora più facili se si è figli di un boss della ‘ndrangheta. Questo l’asso nella manica di Antonio e molti altri come lui, non obbligatoriamente collusi con organizzazioni criminali ma anche solo appartenenti all’organizzazione politica, che in questo modo possono avere tra i contatti nella propria rubrica telefonica i nomi degli insegnanti dai quali verranno esaminati, nel caso ci fosse bisogno di soddisfare curiosità o chiedere favori.

Prima di essere arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso Pelle era stato in grado di dare ben 22 esami tutti regolarmente certificati e pronti a fare di lui un architetto con bollo e ceralacca; vergogna senza limiti che getta la melma più infamante sulle istituzioni universitarie calabresi, impotenti e conniventi di fronte all’artiglio ‘ndranghetista, ma questo non basta. Al di là delle doloroso conseguenze che ha una tale vicinanza fra università e mafia, colpevole di mettere in grado titolati criminali incompetenti di vincere concorsi, appalti e cariche pubbliche; c’è la coltre di discredito e sfiducia che uno solo di questi casi riesce a gettare su tutta la realtà meridionale di giovani studenti, minando drasticamente le loro convinzioni e provocando reazioni istituzionali come quella leghista del 2010 che nella propria vaniloquenza propose di togliere valore legale a tutti i titoli di studio ottenuti in atenei del sud.

fonte immagine www.corriereuniv.it

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