• Google+
  • Commenta
1 luglio 2012

L’ERSU sgombera la casa dello studente: l’acqua non era potabile

Centottanta studenti lasciano la Casa Ersu in via Monte Santo. Alcuni di loro saranno ospitati a pagamento negli alloggi di Sant’Efisio gestiti dal clero. Dopo quattro giorni, finalmente la verità sulla ragione del trasloco imposto: l’acqua non era potabile.

Si avvisano gli studenti che la Casa dello Studente di via Monte Santo chiuderà dalla data odierna sino alla prossima comunicazione per lo svolgimento di improrogabili interventi di manutenzione sugli impianti tecnologici per i quali si rende necessario avere la struttura priva di utenza.

Gli studenti beneficiari sono invitati a presentare apposita istanza, su modulo predisposto dall’Ente, alla Segreteria della Casa dello studente di via Monte Santo entro e non oltre le ore 16,00 del giorno 27 giugno 2012, indicando una tra le seguenti opzioni:
– rinuncia temporanea alla fruizione del posto alloggio con restituzione della quota in denaro detratta dalla borsa di studio, corrispondente al valore relativo al periodo di indisponibilità della camera;
– assegnazione temporanea di posto alloggio presso altra casa dello studente o altra struttura ricettiva a rotazione d’uso“.

Con questo secco annuncio del 27 giugno 2012 sul sito dell’ERSU di Cagliari (Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario) si comunicava lo “sfratto” ai residenti della Casa dello Studente in via Monte Santo, 82.

L’evacuazione imposta agli studenti era data come immediata e l’istanza per la richiesta di una nuova sistemazione presso un altro alloggio ERSU andava improrogabilmente presentata ENTRO E NON OLTRE IL GIORNO STESSO della pubblicazione dell’avviso.

Il giorno dopo, il 28 giugno, l’ERSU ammoniva gli studenti di via Monte Santo sugli orari per il ritiro degli effetti personali: il tutto doveva essere portato via entro le 12.00 di sabato 30 giugno.

I motivi di questa diaspora improvvisa e frettolosa, che ha costretto al trasferimento 180 studenti, sono apparsi poco chiari. L’avviso del 27 giugno parlava di “improrogabili interventi di manutenzione sugli impianti tecnologici“.

Ma in cosa questi consistessero non è stato subito reso noto.

Nel frattempo, tutti gli studenti sono stati trasferiti nelle strutture dell’Ente in via Roma, via Biasi, via Trentino, via Businco e presso il collegio di Sant’Efisio di via Monsignor Cogoni.

Ovviamente tutte le spese saranno a carico dell’ente.

A questo punto – spiega il presidente dell’Ersu, Daniela Noli, tranquillizzando gli studenti irrequieti per lo spostamento imprevisto– eseguiremo tutti i lavori che erano in programma. Sarebbe inutile costringere i ragazzi a un nuovo trasferimento: la struttura sarà messa nuovamente a disposizione a settembre. Nel frattempo, non possiamo fare altro che rilanciare l’appello affinché sia realizzato e messo a disposizione degli studenti il nuovo campus“.

Immancabili le proteste degli studenti: per l’urgenza del trasloco imposto, proprio in periodo di esami e  per la poca chiarezza nei tempi stabiliti per lo sgombero delle stanze.

Dopo due giorni di disagi e di ovvia confusione creata dal trasloco di massa, finalmente si scopre il vero motivo dietro l’evacuazione urgente imposta ai ragazzi di via Monte Santo: “Il provvedimento– rivela un nuovo comunicato dell’ERSU- è stato adottato precauzionalmente per consentire l’esecuzione di interventi straordinari agli impianti tecnologici e garantire la potabilità dell’acqua. Si è trattato di decisioni imposte dalla legge suggerite dal medico competente a seguito dei risultati di analisi di laboratorio i cui valori di riferimento per la carica batterica sono risultati lievemente superiori ai limiti di legge per la definizione di potabilità“.

Rimane poco chiara, in ogni caso, la ragione per cui, inizialmente, si sia ascritta la necessità del trasferimento degli studenti alla vaga necessità di manutenzione degli “impianti tecnologici” e non al più rischioso problema della salubrità dell’acqua nelle tubature della casa ERSU.

Intanto, si attendono i risultati delle analisi condotte sui campioni prelevati dal Dipartimento di Sanità Pubblica (Laboratorio di Igiene degli alimenti, Università di Cagliari) in seguito all’intervento di  bonifica.

 

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata