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24 luglio 2012

Letture pallonare sotto l’ombrellone

Il campionato e le coppe europee non ripartiranno che tra qualche settimana, ed è opinione comune che ai calciofili, per ingannare l’attesa e far passare l’estate, non resti che sfogliare la Gazzetta dello Sport in cerca delle ultime “bombe” (vere o false poco importa) di calciomercato. Sbagliato: anche in un periodo dell’anno calcisticamente morto come i mesi di luglio e agosto si può riflettere sullo sport preferito dagli italiani con qualche lettura di qualità, basta guardarsi un po’ intorno e scegliere i libri giusti.

Ovviamente, se siete in cerca di buona letteratura calcistica lasciate stare le biografie e le autobiografie dei vari Buffon, Ibrahimovic e compagnia bella, edulcorate ed insignificanti, e puntate piuttosto sui libri che raccontano la faccia nascosta del pallone, fatta di crimini finanziari, doping e partite truccate: in giro se ne trovano parecchi buoni e alcuni davvero eccellenti, seri e documentati.

Tra quelli usciti quest’anno, se ne possono segnalare tre che sono senz’altro di grande utilità per conoscere meglio i due scandali che negli ultimi anni hanno sconvolto il calcio italiano. Partiamo dagli avvenimenti più recenti, vale a dire le inchieste sul calcio-scommesse: dal 1980 ad oggi ogni stagione calcistica è stata caratterizzata dai sospetti su partite comprate e vendute, e in media ogni quattro-cinque anni si è assistito ad indagini della giustizia sportiva e ordinaria sul fenomeno delle scommesse (purtroppo senza risultati apprezzabili). Il libro Pallone criminale, scritto da Simone Di Meo e Gianluca Ferraris ed edito da Ponte alle Grazie, ricostruisce con dovizia di particolari le ultime inchieste sul calcio-scommesse, quelle condotte a partire dall’anno scorso dalle Procure di Cremona, Napoli e Bari e tuttora in corso, e offre al lettore l’immagine, sconsolante ma probabilmente vera, di un calcio tenuto in ostaggio e rovinato dalla criminalità organizzata.

Tornando indietro di qualche anno, non si può certo dimenticare Calciopoli, forse il più grosso scandalo della storia del calcio italiano: curioso vedere come molti giornalisti sportivi italiani, da sempre servili nei confronti di Luciano Moggi e degli altri padroni del calcio, siano prima divenuti loro implacabili accusatori per poi “tornare all’ovile” una volta affievolitasi l’eco dello scandalo. Un’ondata di revisionismo all’italiana, simile a quella su Mani Pulite, che Giuseppe Narducci, il PM che insieme ad altri suoi colleghi si è occupato della tranche napoletana dell’inchiesta su Calciopoli (ricordiamo che a Napoli Moggi è stato condannato in primo grado per associazione a delinquere ai fini della frode sportiva), cerca di arginare con il suo libro Calciopoli – la vera storia, pubblicato da Alegre e che può contare su una prefazione scritta da Marco Travaglio, tifoso juventino ma anche grande accusatore di Moggi e dei suoi metodi. Per chi volesse approfondire le proprie conoscenze su Moggi segnaliamo anche Lucianone da Monticiano, edito da Kaos e scritto dall’ex calciatore (e compaesano di Moggi) Carlo Petrini, purtroppo scomparso qualche mese fa, e l’altro volume della Kaos, scritto nel 1998 ma più volte ristampato e aggiornato, Lucky Luciano, firmato da vari cronisti sportivi e non sotto gli pseudonimi Ala Sinistra e Mezzala Destra.

Anche l’economista Tito Boeri ha deciso di dire la sua sul pallone, seppure da un punto di vista particolare: nel suo pamphlet Parlerò solo di calcio, pubblicato da Il Mulino, Boeri utilizza lo sport più amato dagli italiani come metafora perfetta del Paese, strozzato come è da una gestione antiquata e sprecona, dai conflitti di interessi e dallo strapotere della televisione.

Infine, segnaliamo per chi se lo fosse perso un libro che, sebbene sia stato pubblicato un anno fa, vale sempre la pena di  leggere: si tratta di Il calcio alla sbarra, di Oliviero Beha e Andrea Di Caro, edito dalla BUR. In esso Beha, il più anticonformista e censurato giornalista sportivo italiano, ricostruisce gli ultimi trent’anni di scandali pallonari del nostro Paese (e non solo), dalla partita Italia-Camerun dei mondiali spagnoli del 1982, comprata dagli azzurri che poi vinsero il titolo, alle ultime inchieste sulle scommesse. In mezzo, pur con qualche episodico momento di sollievo (uno su tutti, il breve capitolo dedicato a Roberto Baggio), tutto ciò che è successo nel nostro calcio dagli anni ’80 in poi: i loschi affari legati ai lavori negli stadi per i Mondiali del 1990, le inchieste sul doping, Maradona e la cocaina, la questione dei diritti televisivi e tante altre brutture più o meno grandi raccontate non con il piglio dell’inquisitore, ma con quello dell’appassionato deluso che non ha perso la speranza di veder cambiare le cose in meglio.

Foto tratta da http://www.infiltrato.it

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