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8 luglio 2012

Milano: ritrovati 100 disegni del Caravaggio

Il ritrovamento di 100 disegni attribuibili a “Michelangelo Merisi” in arte “Caravaggio”, scuote il mondo dell’arte. La grande scoperta è avvenuta negli interni del Castello Sforzesco ed è frutto di un approfondita ricerca durata due anni, la ricerca è stata portata avanti da due storici dell’arte “Maurizio Bernardelli Curuz” e “Adriana Conconi Fedrigolli” i due esperto in occasione del ritrovamento hanno pubblicato sul sito – www.giovanecaravaggio.it – 2 e-book di 600 pagine dal titolo “Giovane Caravaggio: le 100 opere ritrovate“.

Le opere ritrovate del valore attribuito di 700 milioni di euro, risalirebbero ad un età giovanile del “Caravaggio” (1584-1588), e per la precisione nel periodo in cui il giovane pittore si ritrova apprendista a Milano presso la bottega manierista di Simone Peterzano. Attualmente i disegni sono sottoposti ad una attenta perizia per stabilirne una reale attribuzione alla mano del maestro, e quindi per il momento si attende ancora il parere ufficiale della comunità scientifica mondiale.

L’attribuzione è avvenuta attraverso una serie di confronti diretti per immagini riguardanti molte opere dipinte dalla mano del maestro, questo individuando attraverso il canone geometrico un primo periodo romano. Riguardo la data di realizzazione “Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli”  ne fanno chiaro riferimento all’anno 1590 nel periodo in cui “Michelangelo Merisi” ricevette un appoggio da Costanza Colonna che si fece da garante nei suoi riguardi verso l’Ordine dei Cavalieri di Malta, Michelangelo Merisi ne fu riconoscente eseguendo un dipinto raffigurante il maestro dell’ordine.

I due studiosi scopritori hanno effettuato nel corso dei due anni molti sopralluoghi nel “Fondo Peterzano” negli interni del Castello Sforzesco facendo luce successivamente sui ritrovamenti, fino ad oggi sembrava certamente impossibile ritrovare delle testimonianze di disegni sulla presunta attività del “Caravaggio” a Milano,“Bernadelli Curuz” fa notare attraverso una attento studio stilistico, che almeno 9 ritratti ritornano successivamente nella produzione di alcune grandi realizzazioni pittoriche del maestro.

Ma va segnalata in contemporanea un altra importante scoperta, questa riguardante un biglietto di protesta scritto dal “Caravaggio” nei riguardi di Peterzano, lo scritto è stato sottoposto ad una perizia calligrafica confrontandolo con con alcune ricevute risalenti al 1605/1606, e la mano risulterebbe quella del “Caravaggio”.

Lo scetticismo malgrado la scoperta resta palese tra i critici che hanno dedicato molto del loro tempo alla biografia del grande maestro, Rossella Vodret commenta: Sono disegni nuovi, ma interessanti, possono preludere a varie cose, però vanno studiati da chi si occupa dell’artista da una vita, da come Mina Gregori, Caravaggio l’ha negli occhi e se lo sogna la notte. Da quando ho visto, dubito molto ; non mi sembra nemmeno la sua mano”;

Mina Gregori: “mai incontrati questi studiosi, il fondo è noto da tempo io stesso lo conosco”;

Francesca Cappelletti: “Secondo quanto si dice, sarebbe l’unico pittore che disegna i suoi temi prima che i quadri gli siano commissionati, spesso poi le presunte analogie sono posturali, è davvero troppo poco”.

I più clementi come Cesare Brandi commentano: “l’opera d’arte è squisitamente relativa e va messa in relazione con le altre”; Zuccari: “Magari li distruggeva come Borromini che ne ha bruciati tanti, per proteggere le proprie invenzioni – se si fa una scoperta si presenta al mondo scientifico”.

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