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7 luglio 2012

Orgia libresca in torrida estate

Cos’è la lettura in un paese come l’Italia in cui ancora si legge poco? Per molti si tratta di un fenomeno commerciale che assume valore simbolico intellettuale se associato alle mode del momento o se accompagnato ad una professione prestigiosa, perchè per molti, la lettura rimane un passatempo di “lusso”, una parentesi di svago che si può concedere volenterosamente, ma non senza sacrifici, prima di dormire o sotto l’ombrellone.

In Italia, più che leggere, quasi tutti scrivono, soprattutto i giornalisti, che, probabilmente, cercano altri mezzi, oltre le apparizioni televisive, per non essere interrotti, o per evitare di diventare comici o litigiosi politicanti da salotto. Viene spontanea una domanda: come riescono essi in questa fervida attività produttiva? Come riescono a proseguire incessantemente senza mai fermarsi ad elaborare?

Viene spontaneo rispondersi che la scrittura può sembrare un’arma spuntata contro la Spotpolitik – come l’ha definita recentemente la professoressa Giovanna Cosenza – che contraddistingue la nostra epoca nel rapporto tra media e politica partitica: un incessante brulichio di voci, un martello pneumatico che lascia ben poco spazio alla parola di senso ed ai discorsi compiuti nell’immaginario del reale.

Quando, finalmente, invece, si parla di letteratura, quella vera, quella che insegna l’umanità, quella che sgorga dalle visioni del lavorio dell’esistenza, dal pensiero dell’esperienza, allora, la lettura, per alcuni, può ben darsi come necessità. Perchè, come sostiene Dacia Maraini, la lettura è una scienza.

Comunque sia, le librerie, piccole o grandi che siano, non possono ignorare la legge dei “più venduti” del mese e così si ricorrono le classifiche, le fascette sulle copertine, le pile accatastate sui tavoli delle novità, le vetrine monopolizzate, e così si sentirà strisciare, da più parti, un sospetto latente che suona come il titolo di un’opera del libraio e scrittore Marino Buzzi: “un altro best seller e siamo rovinati”!

Allora, addentrandoci nel mondo delle storie dovremo dare spazio ai successi del momento.. A giugno i più richiesti sono stati: l’ultimo tormentone della serie di Camilleri Una lama di luce (ed. Sellerio); il romanzo di Gramellini Fai bei sogni (ed. Longanesi); l’inchiesta di Gianluigi Nuzzi Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI (ed. Chiarelettere); Cinquanta sfumature di grigio della scrittrice E. L. James (ed. Mondadori); infine Leonie di Sveva Casati Modignani (ed. Sperling & Kupfer).

Se vogliamo – non per snobismo, ma per gradire – dare uno sguardo alle pubblicazioni che meritano attenzione nell’editoria attuale ma “senza tempo” non possiamo non menzionare: l’ultimo saggio della giornalista Anais Ginori Falsi amici. Italia e Francia, relazioni pericolose (ed. Fandango) ricordando di non perderci anche la precedente, importante opera Pensare l’impossibile.

A ruba sta andando anche il saggio di Marina Terragni Un gioco da ragazze. Come le donne rifaranno l’Italia (ed. Rizzoli): “dice Jacques Lacan che l’opposto dell’amore non è l’odio, ma il potere. Questo potrebbe illuminare il quadro. Rovesciamo i termini, e tutto diventa più chiaro: l’opposto del potere è l’amore. Forse ci teniamo alla larga dal potere per non rinunciare all’amore. Bé, sarebbe un’ottima ragione. Quasi tutto il mondo degli uomini si presenta come opposto all’amore. Hanno sempre cercato di convincerci che l’amore non c’entra con nulla, se non con sé stesso. Che non c’entra con il lavoro, non c’entra con l’economia, non c’entra con la politica. Per quello che mi riguarda, non riesco a pensare a nessuna impresa umana in cui non c’entri l’amore. E’ sempre quello, che andiamo cercando: essere amati. Ma non si deve dire. Su questo bisogno c’è molto pudore“.

Mentre, se si intende tenere sul comodino, o anche più vicino un romanzo, è da non perdere Il circolo della ingrate di E. Von Arnim (ed. Bollati). E poiché un solo romanzo non basta mai, allora non va tralasciato Colori e anni di Margit Kaffka, scrittrice ungherese dell’inizio del Novecento poco conosciuta in Italia e recentemente riproposta.

E se la letteratura è proprio un chiodo fisso, allora va gustata la raccolta delle lezioni americane dello scrittore premio Nobel Orhan Pamuk (ed. Einaudi) che con Romanzieri ingenui e sentimentali si interroga su cosa ci accade quando leggiamo un romanzo e va scrutando l’intimo rapporto che lega chi scrive e chi legge : “nutrire amore per i romanzi, acquisire l’abitudine di leggerli, indica un desiderio di fuga dalla logica monocentrica del mondo cartesiano in cui corpo e mente, logica e immaginazione, sono situati in opposizione. I romanzi sono strutture unitarie, che ci permettono di accogliere nella nostra mente pensieri contraddittori senza provare disagio e di comprendere in simultanea punti di vista differenti“.

Un altro premio Nobel eccezionale è Coetzee che con il gioco di parole Doppiare il Capo – che come ogni espressione della sua scrittura possiede molteplici significati – ci regala il sguardo sul mondo letterario e politico, soprattutto in relazione al suo SudAfrica. Di lui la grande Nadine Gordimer ha detto “lo sguardo di Coetzee punta al centro nervoso dell’essere umano: ciò che trova è molto più di quanto la maggioranza degli uomini sia disposta ad ammettere su se stessa“.

Per tutti gli stundenti e per le studentesse, il consiglio dell’anno è la lettura di L’Università fertile. Una scommessa politica (ed. Rosenberg&Sellier) dove si respira il valore di libertà della ricerca e la radicale necessità di una formazione legata alla vita, prima che al profitto.

E, per una cosa che spesso manca e di cui non ci si stancherebbe mai, ossia ridere di gusto, nella libreria personale non può mancare “Sex of humor” della vignettista Pat Carra (Fandango).

Chi è nei paraggi di Bologna non dimentichi di visitare le 52 librerie indipendenti sopravvissute alle grandi catene per scoprire testi rari e preziosi, titoli più ricercati e mirati, a prescindere dal “così leggon tutti”!

Infine, per i web nauti è da conoscere il blog di una giovane donna appassionata di libri e d’arte: su peek-a-book ne leggerete delle belle!

Insomma, buon fresco inabissamento con Moby in questa estate spietata!

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