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3 luglio 2012

Palermo: Università multiculturale nel cuore del Mediterraneo

 Il 23 luglio prossimo, quattro ragazzi provenienti dal Togo, dalla Cina, dal Camerun e dal Montenegro, conseguiranno la laurea ottenuta con la frequenza del ciclo completo di studi presso l’Università di Palermo. È un obiettivo importante, questo, che conferma l’autentica multiculturalità del capoluogo siciliano.

Palermo aspira al titolo di Capitale Europea della Cultura entro il 2019, ed è anche partendo dall’università che la città vuole concorrere al conseguimento di questa importante qualifica. Come spiega il Rettore dell’ateneo, Roberto Lagalla, l’istituzione universitaria vuole impegnarsi fino in fondo per il raggiungimento di una maggiore percentuale di studenti stranieri.

L’idea più diffusa è quella che immagina una Sicilia chiusa in se stessa – in quanto isola – e che a “causa” della sua posizione geografica risulti ostica, qualora si voglia stazionarvi permanentemente. L’opinione diffusa concepisce l’università siciliana come un luogo in cui soltanto gli autoctoni ricercano e cooperano per lo sviluppo della cultura isolana: è un errore di valutazione.

Soltanto osservando e vivendo la Sicilia, e in particolar modo il versante nord e sud occidentale, ci si rende conto di come, in realtà, capoluoghi come Palermo e Agrigento, città come Trapani o Marsala, pullulino di stranieri – la maggior parte dei quali rappresentano la terza generazione degli immigrati che, nei decenni scorsi, hanno lottato e lavorato duramente per conquistare la loro integrazione nella società italiana.

Osservando le statistiche, si nota un cambiamento radicale nei numeri: gli studenti stranieri presenti a Palermo nel 2008 rappresentavano lo 0,8%, mentre attualmente la percentuale è cresciuta fino a toccare l’1,7%.

L’auspicio del Rettore è che il tasso aumenti fino al 2%, in modo da poter raggiungere la media nazionale; per fare ciò sono necessari: un’attenta revisione dell’offerta formativa – che già prevede l’introduzione di corsi di lingua inglese nei corsi di laurea delle facoltà scientifiche; e uno sportello che si occupi delle principali esigenze degli studenti provenienti dai vari stati del mondo che, perciò, smaltisca più facilmente le varie pratiche burocratiche.

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