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13 luglio 2012

Ruba… e viene arrestata?

 

Oggi siamo nel Kentucky, più precisamente alla University of Louisville College of Business Equine Industry Program dove qualcosa non va…

Dai bilanci annuali, infatti, mancano all’appello cifre destinate al programma di studio e di ricerca del settore equino, creando problematiche annesse allo sviluppo  al corretto  progredire dei lavori. Dopo indagini e approfondimenti il mistero si risolve con uno dei casi più scontati e banali di truffa nei confronti dei contribuenti; Alisha Ward 41 anni coordinatore del programma di sviluppo equino, avrebbe sottratto somme pari a $ US463, 636, sommati al suo stipendio annuale che si aggira sui $ US42, 000.

Ma l’ illecito non si arresta di certo con la sottrazione di denaro, visto il ruolo ricoperto e la posizione di potere, sembra che dal gennaio 2007 fino allo scorso anno Ward abbia utilizzato il suo alto grado di posizione gerarchica per ottenere in modo fraudolento fondi, e direzionare gare d’appalto nella direzione dei sui interessi economici,a scapito naturalmente del programma a destinazione equestre.

Una grande news per il nostro paese e soprattutto per il nostro sistema universitario!  Ma quanto è difficile restare lontani da paragoni e pungenti commenti quando si da anche un’occhiata superficiale a ciò che accade nel resto del mondo? Purtroppo noi del bel paese ci siamo abituati ormai ad avere persone sbagliate al posto sbagliato, a vedere malfattori che la fanno franca e gente onesta che non vede mai ben riconosciuto lo sforzo e l’impegno delle sue azioni, ad una situazione nella quale non esiste parità di opportunità ma solo disparità, clientelismo e quant’altro. Naturalmente non analizzeremo tali questioni (sia per motivi di tempo, che di autocontrollo) quindi ci limiteremo a descrivere e a far notare come anche con piccoli gesti, le società civili, perpetuano nel tempo quel senso di diritto civile e di legalità, essenze prime di una civiltà dai profondi valori morali e civili.

Con i pubblici ministeri Alisha Ward si è dichiarata colpevole e adesso dovrà scontare una pena di 37 mesi nelle galere della madre patria. Naturalmente ciò che si vorrebbe attenzionare in questa vicenda non è l’illecito in sé e per sé ma le modalità con le quali è stato perseguito il reato. Se da una parte rileviamo la presenza di un abuso, dall’altra rintracciamo una società civile che si mobilita e agisce attivamente per punire le malefatte.

Semplice azione/reazione, che conseguentemente limita e agisce sulle coscienze altrui, e su quelle propense verso gli illeciti.  Mentre in alcuni paesi europei, azioni del genere avrebbero di certo infoltito il curriculum e dato valore aggiunto alla carriera magari, ci sono realtà nelle quali, soprattutto le istituzioni cardini per lo sviluppo e il progresso culturale vengono salvaguardate e tutelate.

Si ha timore che il vero gap si crei sul fronte culturale di ogni singolo individuo, il quale si riverbera inequivocabilmente in tutto il tessuto sociale. Per fare un esempio  l’evasione fiscale in Italia nel 2012 è stimata in circa 120 miliardi di euro l’anno (media di 2000 euro a persona) il cui recupero totale garantirebbe ad esempio un recupero o azzeramento dell’intero debito pubblico(fonte: conquista del lavoro).  A ciascuno le proprie conclusioni, ma sarebbe il caso di notare come non esistano paesi migliori o peggiori   (come purtroppo oggi siamo abituati a fare) ma cittadinanze con una più spiccata maturità civica e sociale; è davvero strano che chi ruba soldi venga punito, invece di raggiungere i piani più alti della gerarchia sociale… non è che forse sia arrivato il momento di un mea culpa?

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