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23 luglio 2012

Stress e depressione: due facce della stessa medaglia

Un team dell’Università di Yale  ha ricondotto la causa principale della depressione al famigerato stress, in barba alle numerose origini della malattia elencate finora, da quelle congenite a quelle traumatiche, che sono state ampiamente e spesso erroneamente trattate da specialisti e medici.

I ricercatori del team ne sono convinti:  il perturbamento della condizione di equilibrio psicosomatico di un organismo stimolerebbe lo sviluppo della depressione.

Stando allo studio, che è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences,  gli agenti stressanti  inibiscono il gene produttore della neuritina, la proteina “plastica” che difende il cervello dalle alterazioni umorali, favorendo l’ansia, l’insonnia, la depressione e, nei casi peggiori, i disordini bipolari.

L’esperimento è stato realizzato su alcuni ratti da laboratorio che,  dopo essere stati sottoposti a fattori di stress cronico quali mancanza di cibo, isolamento e repentini cambiamenti di ritmo, hanno registrato un ingente calo nella produzione della neuritina e diminuito le risposte positive alle esperienze e alle novità che si presentavano loro.

Ronald Duman, neurobiologo a capo dello studio, ha spiegato come lo stress possa predisporre l’organismo a deprimersi, in una condizione di decadenza fisica o psichica.  Si potrebbe dire che tale teoria era già stata anticipata da Feuerbach nel XIX secolo, e non ci si sbaglierebbe.

Ma la scoperta rimarrebbe ugualmente sorprendente, perché il team di Yale, per risollevare i ratti depressi, li ha indotti all’aumento di produzione di neuritina, dimostrando – ecco la novità – che un aumento della suddetta proteina provoca le medesime migliorie comportate dalla somministrazione di antidepressivi.

Va da sé che  “La proteina potrebbe essere utilizzata – come ha spiegato Duman – per la produzione di nuovi farmaci, dato il suo straordinario potere” , e che è stata battuta una nuova strada per la cura contro la malattia del terzo millennio.

Resta comunque certo che prevenire sia meglio che curare e che dunque il primo e più efficace metodo per evitare la depressione sia evitare lo stress e tornare a imparare cosa realmente valga la (nostra) pena e la destabilizzazione di ritmi e umori e cosa invece non meriti minimamente la nostra attenzione.

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