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8 agosto 2012

Quadriennale di Roma e Biennale di Venezia super-tassate

Quadriennale di Roma
Quadriennale di Roma

Quadriennale di Roma

La classe politica Italiana cerca di sanare il debito e il crollo economico tassando ogni cosa: come la Quadriennale di Roma e Biennale di Venezia.

Le tasse sono cresciute in maniera visibile, contando i suicidi e le famiglie sull’astrico ci si può rendere conto dei sacrifici che i cittadini italiani stanno sostenendo.

Ogni volta che apriamo un giornale o accendiamo la TV veniamo a conoscenza di nuovi aumenti sulla tassazione generale, dall’abitazione privata alle attività industriali, all’istituzione universitaria e alla cultura considerata oggi un bene di lusso.

In un paese che non sa più come sfamare molti suoi cittadini non si da molta importanza alla cultura. La Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma sono istituzioni che hanno sempre dato un volto alla cultura italiana, hanno contribuito a costruire la storia dell’arte italiana in tutto il mondo. Ora la Quadriennale di Roma, XVI edizione prevista da ottobre 2012 a gennaio 2013 al Palazzo delle Esposizioni, è stata annullata per mancanza di fondi, come ha annunciato il presidente Jas Gawronski. In un paese come l’Italia con un economia e una classe politica a pezzi una sola cosa resta immortale ed è la cultura e i suoi beni e con essa il turismo, che può contribuire ad una eventuale ricrescita economica. Se si tagliano anche le radici culturali sarà ancora più difficoltosa la risalita economica.

Per dirla con le parole di Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione comunista): “..la speculazione viene usata come una clava per obbligare gli Stati a demolire il welfare: demolire i diritti dei lavoratori e, nello stesso tempo, tenerli in vita con la bombola d’ossigeno”, parole già sentite e risentite dal promotore italiano del movimento MMT (Modern Money Theory) Paolo Barnard. Quello che le aziende italiane stanno vivendo è un progetto di distruzione e deflazione economica. Nessuno spiega alle persone qual’è la reale natura dell’euro: chi emette l’euro, dove finisce l’euro quando viene emesso e cosa succede agli Stati ex-sovrani, oggi, per avere la moneta necessaria per la spesa pubblica.

La crisi economica di cui tanto si parla oggi, unico colpevole di tutti i mali, sembra piovuta dal cielo quasi fosse un’epidemia come il colera o la peste bubbonica e invece basta dare un’occhiata al meccanismo della moneta unica: L’euro è emesso da un sistema di banche centrali e viene immesso direttamente nelle riserve dei mercati di capitali privati europei, gli Stati ex-sovrani devono andare a bussare alla porta di questi strozzini e chiedere ogni singolo euro, vengono strozzinati dai tassi di interesse e questo ha creato il contemporaneo disastro economico-finanziario.

La moneta comune europea è, appunto, comune ma non pubblica. La differenza è di fondamentale importanza ai fini del risanamento economico e della crescita di ogni paese che da essa dipende (Euro), ciò cambia completamente le dinamiche economiche dei paesi dell’Eurozona dal momento che essa non è gestita direttamente da nessuno degli stati membri.

Privatizzando la moneta sarebbe stato privatizzato anche il debito pubblico fino a dover chiedere allo Stato, impoverito del suo strumento operativo naturale ossia la sovranità monetaria, di smettere di tutelare i suoi cittadini, comportandosi non più come il loro garante istituzionale ma come una banca qualsiasi.

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