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30 agosto 2012

Apprendere dormendo non è più un sogno

Dormire per rafforzare la memoria

Apprendere Dormendo – Quando dormiamo l’organismo è colto da una paralisi che blocca l’apparato muscolo – scheletrico, ad eccezione delle funzioni cardiache, respiratorie e dei muscoli oculari, inibendo qualsiasi movimento incontrollato che potrebbe arrecarci danno per il motivo di non essere coscienti.

Studiare e Dormire

Studiare e Dormire

Può accadere che la paralisi permanga al momento del risveglio, anche se per pochi istanti, o che sia accompagnata da allucinazioni (come la presenza di un intruso, una pressione sul petto a volte accompagnata da esperienze di aggressioni fisiche, esperienze di levitazione, sensazione di cadere o uscita dal proprio corpo).

Durante questa fase del sonno, detta REM da rapid eye movement, l’organismo ha quindi una ridotta capacità di rispondere a stimoli dall’esterno. Nonostante ciò un recente studio ha dimostrato che se il fisico è paralizzato e incapace di compiere una qualsiasi reazione, la mente riesce ad attivare meccanismi di apprendimento inconsci.

Uno studio dell’Istituto Weizmann, Dipartimento di Neurobiologia in Israele, pubblicato pochi giorni fa sulla prestigiosa rivista “Nature Neuroscience”, ha concluso che mentre dormiamo la mente, oltre a consolidare i ricordi recenti, riesce anche ad elaborare le informazioni sensoriali, formando nuove associazioni tra suoni e odori.

Lo studio ha interessato l’abilità di 28 soggetti di associare durante il sonno odori e suoni percepiti per la prima volta, piacevoli e spiacevoli. Mediante la polisonnografia venivano registrati i parametri fisiologici del sonno, compreso il movimento degli occhi utile per individuare lo stadio del sonno.

La prima fase ha visto la somministrazione di diversi odori, associati in un secondo tempo a specifici suoni. Il giorno successivo, durante la veglia, gli studiosi hanno riprodotto i medesimi suoni senza essere accompagnati dai rispettivi odori e si è potuta osservare una chiara reazione fisica data dalle differenze nella profondità di respirazione, che risultava maggiore in contemporanea del suono che era accompagnato, il giorno precedente, da un odore piacevole.

Si può pertanto ritenere che durante il sonno, a dispetto della perdita di coscienza, la mente è in grado di stabilire nuove associazioni, benché in modo inconscio, e di tenerne memoria durante la veglia. La mente, dunque, durante il sonno “impara”.

Si può ragionevolmente ipotizzare che i limiti dell’apprendimento durante il sonno vadano oltre quelli che sono stati dimostrati con questo studio. Sarà interessante seguire gli sviluppi di questa ricerca, che gli stessi studiosi desiderano quanto prima approfondire, per misurare la quantità e la qualità di informazioni che il cervello è in grado di recepire ed immagazzinare durante il riposo. I risultati dello studio potrebbero rivelarsi sorprendentemente insperati specialmente per milioni di studenti che rivoluzionerebbero il proprio metodo di studio verso forme di apprendimento passive, ma non del tutto, con conseguenze e benefici che si possono facilmente immaginare.

Daniela Angius

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