• Google+
  • Commenta
9 agosto 2012

Cronaca degli “ismi” economici

La tendenza a parlare di economia ha aperto i rubinetti di inglesismi e opinionismi che hanno reso la misura d’ attualità più che colma.

Ora si tratta di scegliere il da farsi e fin qui il dato assodato è che il taglio va fatto. Posto che la prima fase della spending review del governo è passata pur tra i timori elettorali ed il panico internazionale, ora alle riforme consistenti sul mercato del lavoro e sulle pensioni vanno aggiunti passi strutturati che abbattano il debito pubblico.

Questa seconda tranche sembra sarà la fase due alla quale cercano di concorrere come partecipanti ex figure dello stato e pretendenti elettorali.

I maggiori programmi per l’ abbattimento sono quattro. Il principale è il programma del Ministro Grilli chiamato ad hoc dal premier Monti. Secondo quest’ ultimo sin dagli esordi a Via XX Settembre, un possibile percorso per il rientro del debito pubblico è affidabile ad un programma pluriennale di vendita di beni pubblici corrispondente ad un ammontare di 15- 20 miliardi l’ anno. Tale piano sarà però questo è ormai certo solo la base di partenza, in definitiva la cornice della fase due. I fondi per la dismissione dello Stato, strumento per porre in essere tale politica saranno tre: uno destinato alla privatizzazione delle municipalizzate, uno per la dismissione dei beni assegnati agli enti locali attraverso il federalismo demaniale ed un altro per la cessione di immobili di pregio già valorizzati. Il Pdl nella persona di Angelino Alfano ha depositato al Senato dopo averlo fatto alla Camera , il proprio progetto di partito, con un piano per l’ abbattimento del debito pubblico pari a 400 miliardi di euro da prevedere nell’ arco di cinque anni. Si tratta di uno strumento choc che consisterebbe in un grande fondo al quale conferire beni mobili ed immobili.

Sempre ieri è arrivata poi definitivamente la proposta degli economisti dell’ Astrid che punta, con strumenti differenti, a spalmare nell’ arco di otto anni un taglio di spesa pari a 180 miliardi di euro. Esso lo sviluppa attraverso una politica di dismissioni, unita ad un taglio netto agli incentivi ed alle agevolazioni fiscali.

Ultimo ma non per importanza è il piano proposto da alcuni altri economisti quali Pellegrino Capaldo. Essi insistono sull’ idea secondo loro risolutiva di una patrimoniale classica applicabile secondo diversificazioni che varino per ammontare, criteri di applicazione tra i contribuenti, orizzonte temporale e patrimoni.

Ora che l’ ismo è stato sostituito dalle proposte di legge si dovrà attendere l’ autunno sperando che le resistenze individuali non replichino una metafora dei partiti.

img da: economiaefinanza.blogosfere.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy