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3 ottobre 2012

Sul cupolone di San Pietro: Basta tasse Monti

Fatta la fila e pagato il biglietto come tutti gli altri visitatori, l’imprenditore è riuscito ad arrivare sulla ringhiera della cupola di San Pietro

Marcello Di Finizio, l’imprenditore che non ne può più di tasse che soffocano la sua attività imprenditoriale e del governo tecnico Monti in particolare, è salito nuovamente quest’oggi alle ore 17,00 sul cupolone di Piazza San Pietro (la prima volta fu il 30 luglio 2012) esponendo uno striscione con la scritta: “Help!!! Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali. Ci state ammazzando tutti. Sviluppo??? Questa e’ solo macelleria sociale“.

Difficile pensare che i turisti possano immortalare dalla piazza con una fotografia il drappo; facile pensare è, invece, la risonanza mediatica che questo gesto riceve.

Marcello Di Finizio sul cupolone di San Pietro

Di Finizio è un imprenditore e gestore di un locale a Trieste, “La voce della luna“, non nuovo ad iniziative del genere atte a proteggere il suo lavoro, con scioperi della fame e proteste simili. Per farsi notare dai turisti, e per fare in modo che le sue parole avessero la risonanza mediatica che cercava, l’esperto arrampicatore del cupolone ha fatto gesti con una luce intermittente. I passanti ed i turisti sono stati fatti allontanare.

Per la seconda volta l’imprenditore ha scelto uno dei luoghi più famosi del mondo per protestare e non vedere danneggiata economicamente la sua attività.

Fatta la fila e pagato il biglietto come tutti gli altri visitatori, l’imprenditore è riuscito ad arrivare sulla ringhiera della cupola di San Pietro.

E’ stata una trattiva con la gendarmeria vaticana e l’intervento dei vigili del fuoco a farlo scendere. Il 30 luglio rimase fino alle 22,00, per un totale di quattro ore. Il motivo della prima protesta in Vaticano è stata il vedersi minacciato il locale (ed in particolare la vendita all’asta del terreno dove sorge l’attività) da una norma europea che andava a penalizzare la sua attività imprenditoriale, la direttiva Bolkenstein.

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