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24 agosto 2012

Cultura, occupazione in crescita nonostante la crisi

32.250 assunzioni previste nel 2012, dopo un quinquennio di espansione con la media dello 0,8% annuo e una crescita economica nazionale media dello 0,4%, confermata dalla creazione, dal 2007 al 2011, di 55.000 posti di lavoro. Questi i dati che riguardano il settore culturale, emersi dall’indagine Excelsior, curata da Unioncamere, l’ente che rappresenta le Camere di Commercio d’Italia, e dal Ministero del Lavoro.

L’indagine è stata presentata al meeting di Rimini dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, il quale ha messo in evidenza la necessità di valorizzare maggiormente il potenziale produttivo offerto dal settore.

Gli italiani – afferma Dardanello in una nota– devono recuperare non soltanto il senso economico della cultura, ma anche in una certa misura il suo senso sociale, di elemento alla base delle sue produzioni di eccellenza e occasione per dare opportunità di lavoro a tanti giovani che hanno capacità e qualità da vendere. Purtroppo – continua – è ancora diffusa l’idea che con la cultura non si mangi, ma i successi del Made in Italy, di cui tanta parte discende proprio dalla nostra cultura del fare e del vivere, vengono da questo patrimonio inesauribile”.

Entrando nel dettaglio, l’indagine evidenzia che, dei nuovi posti di lavoro, 22.880 sono stabili e 9.370 stagionali. In totale, questi rappresentano il 5,6% delle assunzioni che verranno realizzate dalle imprese di industria e servizi.

Secondo Unioncamere, dunque, il settore regge bene alla crisi: infatti, nonostante la contrazione dello 0,7% dei dipendenti rispetto al 2011, che corrisponde a 4.900 posti di lavoro in meno, il dato è positivo se confrontato con quello delle altre imprese, che nello stesso arco di tempo hanno perso l’1,2%, cioè 125.600 posti di lavoro.

L’indagine, inoltre, mette in luce che il personale ricercato dalle industrie culturali è altamente specializzato, per cui il possesso della laurea diventa un requisito importante che può fare la differenza rispetto agli altri candidati. La richiesta di laureati nel 2012, infatti, è stata pari al 30%.

Per quanto riguarda i profili più ricercati, la preferenza va verso titoli di studio scientifici, tecnologici o strettamente tecnici, in modo particolare di indirizzo ingegneristico, scientifico-matematico ed economico. Ma l’esperienza si rivela un altro requisito fondamentale, più che negli altri tipi di impresa: la ritiene importante, infatti, al momento dell’assunzione, il 63,6% delle imprese, contro il 53,4% della media, con un picco del 71% per le professioni strettamente culturali.

Sarà necessario, dunque, elaborare nuove politiche economiche che permettano agli studenti universitari di maturare le conoscenze e l’esperienza necessaria per cogliere le opportunità offerte dal settore culturale.

Foto tratta dal sito http://roma.cafebabel.com

 

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