• Google+
  • Commenta
22 agosto 2012

EVA: l’incontro del terzo millennio!

L’incontro tra macchina e uomo ha sempre riscosso un sentimento perturbante già da quando i primi battelli a vapore venivano costruiti ed adoperati. Potevano in gran parte donare agiatezza e miglioramento, ma c’è sempre stato qualcuno che ha avuto il timore del cambiamento. E’ così, la trasformazione spaventa, soprattutto quando essa è ravvivata da nuove scoperte. Al contempo con la nascita della tecnologia, nel 1831 veniva pubblicato un romanzo immortale scritto da Mary Shelley; il mostro realizzato da Frankestein prende vita per dare un senso alla parte più oscura della coscienza già abbastanza ignota all’uomo. La colpa del creatore è di essersi sostituito a Dio nella creazione della vita. La creazione di un mostro che fa paura ed enfatizza un senso di sublime nell’animo umano, perché è capace di far intimorire chiunque lo possa vedere, ma allo stesso tempo dona un’elevata beatitudine.

Cosa vedi quando chiudi gli occhi?

Incita ad immaginare qualcosa di recondito, questo slogan che apre le piste al film che uscirà nelle sale italiane il 31 agosto. La domanda retorica si riallaccia amorevolmente alla sensazione di sublime che arriva da epoche molto lontane. Se in quei decenni l’incontro era con tecnologie passive, nel terzo millennio siamo costretti a fare la conoscenza con robot parlanti e talvolta creati per amare i loro realizzatori. Fin qui niente di speciale. In qualunque periodo dell’anno siamo catapultati da film che raccontano storie di fantascienza e robot parlanti, ma, lasciano allo spettatore quasi sempre una sorta di freddezza.

Tutto questo è già passato nel film Eva (2011), perché si parla di un futuro che in realtà già è presente. Primo film catalano realizzato sui robot, Eva è il convincente esordio alla regia e alla sceneggiatura di un lungometraggio del regista Kike Maillo. Ambientato nel 2041, girato tra le steppe innevate della Svizzera e della Spagna.

Potremo mai innamorarci di un robot?

In questo film è spiegato con un linguaggio semplice e sentimentale, ma non solo, c’è un dettagliato studio sociologico e un approfondimento psicologico, connesso al dramma introspettivo. E’ un’ambientazione modesta, dove gli uomini che convivono con il robot meccanico ne sviluppano l’aspetto emotivo e quello sentimentale. Gli effetti speciali sono dei protagonisti in Eva, perché sono raffinati, tutto ha senso quando si viene a sapere che il film ha riscosso un ottimo successo di critica e pubblico all’ultimo Festival di Venezia ed ha ricevuto 3 Premi Goya nel 2012.

Immagine tratta dawww.eva-ilfilm.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy