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2 agosto 2012

Google Fiber sarà il Fastweb del futuro?

Sempre più colossi informatici nell’ultimo periodo stanno sfoggiando la vocazione ad espandere la sfera dei propri servizi oltre l’area di azione “classica” nella quale si sono distinti fin dalla loro nascita (di alcuni abbiamo già parlato, ad esempio, qui): stavolta tocca a Google, che dalla fine dell’estate inizierà ad offrire, negli Usa, una connessione a fibra ottica 100 volte più veloce di una connessione adsl comune, che promette la riproduzione in streaming di contenuti HD e una navigazione web senza compromessi.

Il progetto, chiamato Google Fiber, sa molto di passo felpato del giaguaro all’esplorazione della foresta: che cosa vorrà dire, infatti, se l’azienda fondatrice del motore di ricerca più visitato su scala mondiale mette lo zampino sul mercato del broadband? Evidentemente, la mossa di big G rappresenta l’evoluzione naturale di una strategia mirata all’espansione commerciale iniziata molto tempo fa.

Non solo Google è stato tra i primi ad offrire funzioni come Maps o Documents, ma ha anche conquistato posizioni strategiche per la rete come quando ha acquisito YouTube, quando ha sviluppato un browser che integri in modo nativo i servizi proprietari (Google Chrome), o quando ha creato un social network fatto in casa quale è Google +: alla lista deve aggiungersi il supporto economico e tecnico dato da Mountain View a un progetto open source che, inizialmente scartato da Microsoft, ha portato in pochi anni alla nascita del software per smartphone più diffuso al mondo, l’ormai famosissimo Android.

Proprio la joint venture con gli sviluppatori Android (Android Developers) è stata l’occasione per far nascere una serie di prodotti chiamata Nexus il cui ultimo nato è un tablet (Nexus 7, marchiato Google e costruito da AsusTek), che in Italia arriverà dopo l’estate e che, pare, sarà parte integrante proprio dell’obiettivo che Google ha in mente per i prossimi anni: fornire una serie di soluzioni hardware e software per la installazione, in ogni casa, di un sistema multimediale e multi piattaforma che parta dalla connessione ad internet e arrivi alle periferiche attraverso le quali si può interagire, da casa, col web.

Nella stessa logica, del resto, Google ha da poco lanciato un altro prodotto Nexus, il Nexus Q, un “media streaming device” per la casa, vale a dire un riproduttore di contenuti multimediali in streaming che, una volta installato, mette in comunicazione le periferiche di un home system tra loro e permette, ad esempio, di riprodurre sulla tv un video presente su internet, il tutto, neanche a dirlo, senza l’ombra di un filo (il Nexus Q è stato lanciato e poi ritirato provvisoriamente dal mercato da Google, che dice di volerlo perfezionare per poi tornare a venderlo migliorato, vedi articolo su PuntoInformatico).

Tirando le somme, quindi, Google Fiber, che per il momento verrà attivato solo in due città degli Stati Uniti (entrambe chiamate Kansas City, ma una appartiene allo stato del Kansas e l’altra a quello del Missouri), non è che un’altra pedina piazzata da Google nella scacchiera dove si gioca la partita più combattuta del domani: quella dei servizi online che si spostano dalla tastiera del pc al salotto di casa, dove con un tap si potrà navigare e allo stesso tempo accedere all’entertainment digitale, col piccolo particolare che chi ci fornirà il motore di ricerca per trovare il numero del take away di fiducia sarà la stessa azienda che stendendo la fibra ottica fino al nostro giardino ci consentirà di navigare alla velocità di un gigabit al secondo, ossia 10 volte in più dell’attuale fibra standard Fastweb.

Al di là del sapore vagamente orwelliano che si avverte pensando alla G di Google su ogni periferica della casa, va detto che l’azzardo di Google merita attenzione, dunque non resta che aspettare la risposta degli utenti americani che decideranno di sottoscrivere l’abbonamento internet più fast mai esistito.

Se l’idea di Mountain View si rivelasse un successo clamoroso, allora la vedremo presto anche da noi, se la cosa dovesse essere un flop, non avremo mai un modem targato big G, ma continueremo sempre a guardare qualcosa su YouTube e ad utilizzare i colorati doodle tematici per le nostre ricerche di tutti i giorni.

 

Fonte foto: www.fastcompany.com

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