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31 agosto 2012

In forse la riapertura delle mense universitarie in Sicilia

Nuovi problemi per il sistema universitario siciliano, i riassestamenti che stanno interessando tutte le regioni d’Italia comportano diminuzioni e ritardi nei pagamenti e la Regione ancora non ha stanziato agli Enti per il diritto allo studio (Ersu) la prima rata delle quote annuali complicando, ad ora, le possibilità di fornire il servizio di mensa universitaria a Palermo, Catania, Messina e Enna.

La quota di 15,5 milioni di euro da ripartire tra i quattro atenei non è ancora stata distribuita e l’Università  di Palermo insorge. Come si apprende da marsala.it: “L’importo complessivo di 15,5 milioni di euro non e’ stato ne’ ripartito tra i quattro enti attraverso apposito decreto, ne’ versato agli enti per il diritto allo studio che, non avendo avuto accreditate le risorse finanziarie previste, si trovano in gravi difficolta’ per condurre la propria attivita’ istituzionale: infatti, pur avendo la disponibilita’ di bilancio non si ritrovano disponibile la liquidita’ prevista. Le parole dell’Ente palermitano suonano sfiduciate, vista la già cospicua riduzione dell’importo promessogli dallo Stato, per il 33% minore rispetto a quello dello scorso anno; importo già promesso alle aziende convenzionate con l’università per fornire i pasti agli studenti durante l’anno. Tale assenza di liquidità spaventa gli addetti ai lavori che temono di non veder onorate le promesse degli enti regionali e minacciano di dover chiudere le porte delle mense a Palermo, Trapani, Caltanissetta e Agrigento.

Pagamenti che si sono ridotti dai 22 milioni di euro del 2011 ai 15,5 di quest’anno e che in caso di mancanza metterebbero l’Ersu siciliano in grave difficoltà. Resta da chiedersi se la Regione onorerà la propria promessa, nonostante ciò la impellente necessità di denaro da parte dell’università non può non far sorgere domande dettate dalla più scontata curiosità: come vengono amministrati i milioni di euro che pagano annualmente i migliaia di studenti iscritti nelle facoltà siciliane se spesso i servizi minimi sono spesso carenti o addirittura mancanti? In mezzo a tagli governativi e recessioni sarebbe quanto meno rassicurante sapere, tramite pubblicazione dei bilanci, che non un centesimo viene sprecato per la formazione degli studenti di oggi e laureati di domani.

fonte foto: http://www.nytimes.com/

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