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27 agosto 2012

La Sapienza: lezioni ed esami in tenda

E’ datata 10 luglio la decisione del consiglio d’amministrazione del’uni La Sapienza di Roma, di ottemperare alla carenza di aule e spazi per la didattica, costruendo un’enorme tendostruttura, proprio sul prato di fronte all’ateneo, luogo da sempre adibito a “valvola di sfogo” per gli studenti romani.

Università La Sapienza: parte dell’attività didattica della Facoltà di Giurisprudenza a Roma, la più numerosa in Italia con circa 11 mila iscritti dei 150mila totali, finirà per trasferirsi all’esterno del plesso; magari per provare l’ebrezza  di una lezione en plein air; forse per ossigenare le giovani menti dei futuri avvocati? Macchè. Gli studenti romani, per un periodo ancora non ben definito, stanzieranno in aule ricavate da una gigantesca tendostruttura piazzata di fronte al prato all’ingresso dell’ateneo della Capitale.

Molteplici i motivi che hanno indirizzato il vertice d’ateneo ad usufruire dell’immenso prato adiacente l’ingresso: «La tensostruttura –spiega La Sapienza– servirà soltanto a tamponare l’emergenza, in vista dell’avvio del prossimo anno accademico. Subito dopo, quando ci saranno nuove aule nelle sedi rimesse a posto, verrà smantellata».

Lezioni ed esami di Diritto privato e Procedura civile in tenda! Gli studenti di Medicina dell’ateneo romano proprio non ci stanno e lanciano l’iniziativa “Più prati, meno Frati”, slogan rivolto direttamente al rettore della Sapienza, Luigi Frati, già in passato contestato dalle associazioni studentesche, soprattutto in merito alla presunta questione “parentopoli”.

Allarmati studenti ed associazioni a causa dei lavori di ristrutturazione, che potrebbero durare anni: il consiglio di amministrazione avrebbe fatto sapere che persino le fondamenta dell’edificio dovrebbero essere rifatte: «Allora c’è subito da realizzare una struttura completamente nuova, ma temporanea», ribadisce l’ateneo: “Nel 2006 l’ex rettore Guarini fece installare una tenda davanti alla Cappella universitaria, per evitare che i ragazzi facessero lezione nei cinema. Dopo tre anni è stata tolta“.

E’ forse un addio al “pratone” delle Facoltà? La tendostruttura, in quanto misura adottata per ricorrere alla mancanza di aule, non di certo rassicura gli studenti, fra i quali, sempre più serpeggia la paura che si possa trattare di una struttura, in pratica, semi-permanente, non troppo dissimile dalle “aule blu” della facoltà di Ingegneria. Delle strutture leggere, che si trovano ancora lì da anni.

L’invettiva è scagliata per certi versi, contro “l’atto d’esproprio” di uno spazio adoperato dai giovani come luogo di ritrovo,di riposo e di svago, oltre che piazza prediletta data la sua grandezza, per l’organizzazione delle non poche proteste universitarie che spesso di capita di riportare.

Secondo l’associazione Link di Roma, i vertici accademici avrebbero , «approfittato dell’estate e dei viali vuoti per montare questa struttura. Altrimenti ce ne saremmo accorti subito e ci saremmo opposti in ogni modo. Ma non molliamo»

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