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29 agosto 2012

On the rocks? No, behind the rocks!

On the rocks, questa volta no! Ma non per questo è roba liscia. Qui siamo “Dietro le rocche” ovvero una specifica zona di Avigliano storicamente adibita per la sua costituzione geologica, una concentrazione di tufo e argilla, alla costruzione di cantine, scavate nella viva roccia che grazie allo strato di tufo appunto di cui sono costituite permettono il mantenimento di una temperatura costante all’interno di sedici gradi, ideale per conservare al meglio il vino aspro, forte e cordiale che si produce nelle campagne limitrofe.

Durante la Sagra del baccalà, storica sagra aviglianese che richiama gente da tutto il contado, “Dietro le rocche” diventa il luogo di una manifestazione storico gastronomico culturale di rilievo, conosciuta in tutta la provincia di Potenza.

Il baccalà che viene servito e cucinato in mille modi già di per sé racconta la storia di un paese aggrappato su un costone di roccia impervia, dove l’unica qualità di pesce che poteva arrivare era quello che meglio poteva conservarsi ed affrontare un viaggio che in tempi andati era oceanico: adesso AviglianoSalerno non è un’impresa, se lo si doveva fare all’epoca a dorso di mulo diventava un problema un po’ per tutti.

Ma racconta anche la storia di un paese di pastori, contadini e artigiani che nella ricchezza non hanno mai navigato, e che anche se fosse stato possibile, solo il povero ma sano baccalà si sarebbero potuti permettere. Dunque già nei piatti serviti la storia antropologico economica di un paese. Alle Cantine aperte però succede di più.

Oltre al baccalà e alla sua storia viene servito il vino che questo baccalà ha sempre accompagnato, l’unico luogo al mondo dove si beve vino rosso sul pesce. Ma tutta questa atmosfera storico gastronomica non poteva privarsi di uno degli elementi più caratteristici delle Cantine aperte di Avigliano, la musica popolare.

Non un banale impianto stereo che sputa note senz’anima, ma persone in carne ed ossa, che con chitarra, tamburello e organetto camminano cantando tra gli ospiti delle cantine, che tra una porzione di baccalà, un bicchiere di vino iniziano a sorridere alle strofe spesso scurrili delle canzoni popolari, o a ballare seguendo le note ubriache di canzoni che narrano la storia di quei pastori e contadini, artigiani e artisti che avevano composto raccontando se stessi quelle canzoni che ancora vengono tramandate. Cantine aperte ad Avigliano non è solo una sagra, è la storia che prende forma nella musica e nel gusto

Fonte foto: webalice.it

 

 

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