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1 agosto 2012

Quadro rubato e venduto agli Uffizi, a giudizio un avvocato

La procura di Camerino ha chiesto ed ottenuto dal gup Daniela Bellesi il rinvio a giudizio, per circonvenzione di incapace, dell’avvocato Angelo Breccia Fratadocchi, legale di fiducia della marchesa romana Anna Maria Pagani Planca Incoronati. Le accuse riguardano sei operazioni relative alla cessione di parti consistenti del patrimonio della marchesa e di alcuni suoi parenti, tra le quali la più famosa è senz’altro quella che si è conclusa con la vendita di un famoso quadro di Jacopo da Empoli, Le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV.

La vicenda relativa al quadro rubato è iniziata nel 2006, quando la marchesa, tramite l’avvocato Fratadocchi, vendette l’opera per 80.000 euro ad un mercante d’arte fiorentino, il quale a sua volta la rivendette alla Soprintendenza al Polo Museale Fiorentino per una cifra assai superiore, ben 280.000 euro: da allora l’opera è esposta agli Uffizi. Il problema è che la nobildonna non aveva alcun diritto di vendere il quadro di Jacopo da Empoli, in quanto le vere proprietarie sono sua cognata ed una sua nipote, le quali avevano ereditato l’opera dalla marchesa Lucrezia de Lorenzana e intendevano conservarla nella pinacoteca di Palazzo Mattei. La marchesa Pagani Planca Incoronati avrebbe dunque venduto un quadro non di sua proprietà dopo averlo staccato da una parete dell’appartamento nel quale viveva da usufruttuaria.

Per questa storia la marchesa è già stata rinviata a giudizio, dietro denuncia delle sue due parenti, per appropriazione indebita, e parallelamente le due proprietarie del quadro hanno sporto denuncia contro ignoti presso la procura di Firenze per riportare l’opera a Roma. Anche se della sottrazione del quadro l’unica a rispondere in tribunale sarà la marchesa Pagani Planca Incoronati, è improbabile che questo losco affare sia stato tutta opera sua, e per un motivo molto semplice: la nobildonna è infatti molto anziana ed è affetta da gravi problemi di salute, che le hanno impedito di collaborare in maniera seria alle indagini. Al giudice la donna ha infatti dichiarato di non ricordare praticamente nulla della vendita del quadro, se non che era avvenuta alcuni anni fa.

Facile dunque supporre, alla luce dello stato di salute della marchesa, che l’intera operazione sia stata condotta interamente dall’avvocato Fratadocchi il quale, stando a quanto si legge sul sito web del quotidiano Il Messaggero che riporta alcune frasi contenute nella richiesta di rinvio a giudizio, avrebbe “…abusato dello stato di infermità e di deficienza psichica…” della sua assistita per vendere parti consistenti del patrimonio suo e di alcuni suoi famigliari (non solo opere d’arte, ma anche case e terreni), per poi reinvestire il ricavato in operazioni legate esclusivamente al suo interesse. Il legale avrebbe dunque approfittato delle condizioni di salute precarie della sua cliente per arricchirsi alle sue spalle, utilizzando tra l’altro l’appartamento della marchesa come studio e vendendo (o tentando di vendere) alcune delle opere in esso contenute all’insaputa dei legittimi proprietari, realizzando tra l’altro cospicui guadagni, dato che stiamo parlando di opere d’arte di grande pregio e di enorme valore dal punto di vista economico.

Fonte foto: http://www.ilmessaggero.it

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