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28 agosto 2012

Quando il sogno diventa realtà e allungare la vita si può

Il desiderio di David Murdock, miliardario statunitense, è vivere più a lungo fino a 125 anni. Il sogno, il miraggio di un uomo facoltoso, forse può diventare realtà. Per realizzarlo bisogna investire circa 500 milioni di dollari, condividere il progetto con ben 12 università e coinvolgere le principali aziende agroindustriali del mondo. Egli ha finanziato il North Carolina Research Center di Kannapolis. Si tratta di un vecchia frazione poco distante da Charlotte, nel centro sudista degli Usa, considerata anche una meta ambita da qualsiasi ricercatore di scienze naturali e biologiche che si ritiene tale.

Murdock, originario dell’Ohio, ha deciso di far edificare a Kannapolis una biopoli, una specie di bioscience valley, com’è stata definita da Clyde Higgs – responsabile della commercializzazione delle scoperte conseguite dagli studiosi del centro – destinata a comprovare due importanti verità: una dieta a base di vegetali prolunga il corso della propria vita e potrebbe offrire una valida soluzione alle principali sofferenze del mondo.

Sogno o realtà? Una prova? La scoperta di TinChung Leung, studioso della North Carolina Central University, ha recentemente provato che 10-gingerol, una fitomolecola presente nel ginseng, è capace di influire con il genoma umano avviando i geni che disciplinano la produzione dell’eritropoietina, l’ormone che esorta l’eritropoiesi, cioè la formazione di globuli rossi da parte del midollo osseo. “È stata prontamente sperimentata – dichiara Higgs – L’intento è di dar vita a un farmaco botanico che possa servire gli emofiliaci e quindi col tempo far diventare le trasfusioni di sangue un fatto passato non più riscontrabile nei giorni nostri”.

Il novantenne Murdock vorrebbe far finire altre cose da guardare nel passato ovvero porre fine alla morte. L’obbiettivo, per ora, è uno: arrivare a festeggiare il suo 125mo compleanno e di pervenire in ottima salute. Kannapolis non può non costituire un punto fondamentale per concretizzare la difficile impresa. “Non è un esperto- sostiene Higgs – ma è un uomo che, a differenza di altri, ha le idee chiare e per ottenere il suo scopo farebbe qualsiasi cosa, senza badare a spese. Raggiungere i suoi obbiettivi è più importante”.

Certo non bada a spese ha già impiegato più di mezzo miliardo di dollari per dar vita al suo centro, Murdock vuole realizzare il tutto nella massima perfezione. Ha deciso di recarsi, personalmente. in Toscana per prendere il marmo di Carrara, circa 125 tonnellate, per ricoprire l’atrio del David H. Murdock Core Laboratory, l’edifico principale della struttura, in stile Georgiano, che accoglie il North Carolina Research Center. E lo ha fornito, come tutti del resto si aspettavano, di apparecchiature esclusive e incomparabili nel loro genere, come uno spettrografo nucleare con risonanza magnetica da 950 Megahertz. Attrezzature e rinnovamenti tecnici che sono utilizzabili dalle principali sedi universitarie della regione.

Se riguardasse esclusivamente il desiderio di uomo più che facoltoso, non costituirebbe una novità. Di benestanti americani che sono stati capaci di costruire un vero e proprio eden ce ne sono molti. Gli Hearst avevano deciso di far costruire un castello vicino San Simeone, in California, attorniato da una ampia selva che custodiva fauna e flora originari da tutti gli angoli della terra. La situazione di Murdock è differente: non solo è stato in grado di persuadere 12 delle più importanti università della regione, come la Duke University, ad attuare dei loro avamposti a Kannapolis (ciò si potrebbe spiegare con il fatto che il sovvenzionatore offre tutti i macchinari gratuitamente), ma è riuscito a realizzare un’alleanza anche con i grandi dell’industria agricola come Monsanto e General Mills, e sistemi federali di accertamento come lo USDA, lo facessero nei loro centri studi.

“Murdock ha fatto tutto questo perché ritiene che gli studiosi trovandosi insieme, scienziati universitari e quelli delle aziende, saranno costretti a lavorare insieme”, dichiara Ken Gepfert, analista del Wall Street Journal trasferitosi da poco alla Luqire George Andrews Inc., una delle principali imprese di comunicazione Usa. “Già sono pervenuti i primi risultati, senza poi aspettare più di tanto. Usufruendo degli studi in metabolomica realizzate dallo Human Performance Laboratory con i semi di chia, i funghi portobello e le banane, la Dole Fruit ha realizzato nuovi beni che verranno commercializzati dal prossimo autunno”.

Murdock, centesimo nella graduatoria dei più ricchi d’America con tre miliardi di dollari di patrimonio privato, dalla sua parte non ha esclusivamente la possibilità di poter investire nel progetto ma anche l’essere azionista principale della Dole Food. E anche se è un uomo particolarmente complicato – non raramente ammonisce l’interlocutore per il suo aspetto estetico e ha un ego sconfinato – il fatto che gestisce il colosso della frutta e verdura statunitense ne fa uno di cui bisogna tener conto, anche perché le sue decisioni condizionano le scelte alimentari dell’intero mondo. Le sue scelte si ripercuotono anche su di noi.

Ma per quanto in pubblico vuole presentarsi con l’aspetto del cowboy imbattibile, Murdock alla decisione di incoraggiare una nutrizione salubre e di avvantaggiare la crescita di farmaci che riescano a trovare una soluzione nel mondo biologico, ci è giunto tramite tragedie personali. Una moglie morta a causa di un cancro delle ovaie. Un figlio affogato nelle acque di una piscina e un altro morto in un incidente d’auto, entrambi a quanto sembra sofferenti di gravi problemi di salute che hanno determinato gli incidenti. Tali esperienze non potevano non incidere sulla sua vita, ciò, infatti, lo ha persuaso che una dieta sana avrebbe condotto tutti a vivere più a lungo possibile o almeno, a non soffrire così tanto come invece ha sofferto la moglie.

La sua ossessione per l’alimentazione è così vigorosa che, per il momento, al distretto generale della Dole il visitatore, invece, di sentire la comune musica per settori può avere consigli utili per una dieta corretta e udire un rubrica di notizie relative alla salute. Le pietanze che vengono offerte dalla mensa aziendale sono gratuite e il centro sportivo voluto da Murdock all’interno del complesso fornisce la possibilità di avere un personal trainer. Di fronte agli uffici di Westlake Village, luogo in cui Dole Food ha il centro, Murdock ha poi realizzato il California Health and Longevity Institute una struttura che comprende un centro medico, un ristorante di lusso, dove si può  lo screening per il cancro e le analisi del colosterolo, ma anche seguire lezioni di cucina. È anche inserito un hotel per combinare la missione che si propone con il business,  caratteristica tipica di Murdock.

Quando Murdock  decise di creare il centro a Kannapolis ritennero che si sarebbe convertita in una basilica dell’area desertica, ma non avevano considerato con chi avessero realmente a che fare. Il forte miliardario riesce a fare proposte difficilmente rifiutabili, come quella che ha persuaso Mary Ann Lila, una delle principali esperte a livello mondiale, a traslocare nella Carolina del Nord dalla University of Illinois di Chicago. Il novantenne miliardario ha dalla sua parte il privilegio di aver fatto nascere il suo bambino nei pressi di Charlotte, una città in cui la qualità della vita è tra le più convenienti d’America e che dona divertimenti e passatempi in grado di attrarre i migliori studiosi del mondo. Non a caso il presidente Barack Obama ha voluto sostenere proprio qui la Convention che lo coronerà ancora una volta come aspirante democratico alla Casa Bianca.

Immagine tratta dal sito: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Research_Center_Kannapolis_NC.jpg

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