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Quando il sogno diventa realtà e allungare la vita si può

Redazione Controcampus 28 Agosto 2012
R. C.
12/05/2021

Il desiderio di David Murdock, miliardario statunitense, è vivere più a lungo fino a 125 anni.

Il sogno, il miraggio di un uomo facoltoso, forse può diventare realtà. Per realizzarlo bisogna investire circa 500 milioni di dollari, condividere il progetto con ben 12 università e coinvolgere le principali aziende agroindustriali del mondo. Egli ha finanziato il North Carolina Research Center di Kannapolis. Si tratta di un vecchia frazione poco distante da Charlotte, nel centro sudista degli Usa, considerata anche una meta ambita da qualsiasi ricercatore di scienze naturali e biologiche che si ritiene tale.

Murdock, originario dell’Ohio, ha deciso di far edificare a Kannapolis una biopoli, una specie di bioscience valley, com’è stata definita da Clyde Higgs – responsabile della commercializzazione delle scoperte conseguite dagli studiosi del centro – destinata a comprovare due importanti verità: una dieta a base di vegetali prolunga il corso della propria vita e potrebbe offrire una valida soluzione alle principali sofferenze del mondo.

Sogno o realtà? Una prova? La scoperta di TinChung Leung, studioso della North Carolina Central University, ha recentemente provato che 10-gingerol, una fitomolecola presente nel ginseng, è capace di influire con il genoma umano avviando i geni che disciplinano la produzione dell’eritropoietina, l’ormone che esorta l’eritropoiesi, cioè la formazione di globuli rossi da parte del midollo osseo. “È stata prontamente sperimentata – dichiara Higgs – L’intento è di dar vita a un farmaco botanico che possa servire gli emofiliaci e quindi col tempo far diventare le trasfusioni di sangue un fatto passato non più riscontrabile nei giorni nostri”.

Il novantenne Murdock vorrebbe far finire altre cose da guardare nel passato ovvero porre fine alla morte. L’obbiettivo, per ora, è uno: arrivare a festeggiare il suo 125mo compleanno e di pervenire in ottima salute. Kannapolis non può non costituire un punto fondamentale per concretizzare la difficile impresa. “Non è un esperto- sostiene Higgs – ma è un uomo che, a differenza di altri, ha le idee chiare e per ottenere il suo scopo farebbe qualsiasi cosa, senza badare a spese. Raggiungere i suoi obbiettivi è più importante”.

Certo non bada a spese ha già impiegato più di mezzo miliardo di dollari per dar vita al suo centro, Murdock vuole realizzare il tutto nella massima perfezione. Ha deciso di recarsi, personalmente. in Toscana per prendere il marmo di Carrara, circa 125 tonnellate, per ricoprire l’atrio del David H. Murdock Core Laboratory, l’edifico principale della struttura, in stile Georgiano, che accoglie il North Carolina Research Center. E lo ha fornito, come tutti del resto si aspettavano, di apparecchiature esclusive e incomparabili nel loro genere, come uno spettrografo nucleare con risonanza magnetica da 950 Megahertz. Attrezzature e rinnovamenti tecnici che sono utilizzabili dalle principali sedi universitarie della regione.

Se riguardasse esclusivamente il desiderio di uomo più che facoltoso, non costituirebbe una novità. Di benestanti americani che sono stati capaci di costruire un vero e proprio eden ce ne sono molti. Gli Hearst avevano deciso di far costruire un castello vicino San Simeone, in California, attorniato da una ampia selva che custodiva fauna e flora originari da tutti gli angoli della terra. La situazione di Murdock è differente: non solo è stato in grado di persuadere 12 delle più importanti università della regione, come la Duke University, ad attuare dei loro avamposti a Kannapolis (ciò si potrebbe spiegare con il fatto che il sovvenzionatore offre tutti i macchinari gratuitamente), ma è riuscito a realizzare un’alleanza anche con i grandi dell’industria agricola come Monsanto e General Mills, e sistemi federali di accertamento come lo USDA, lo facessero nei loro centri studi.

“Murdock ha fatto tutto questo perché ritiene che gli studiosi trovandosi insieme, scienziati universitari e quelli delle aziende, saranno costretti a lavorare insieme”, dichiara Ken Gepfert, analista del Wall Street Journal trasferitosi da poco alla Luqire George Andrews Inc., una delle principali imprese di comunicazione Usa. “Già sono pervenuti i primi risultati, senza poi aspettare più di tanto. Usufruendo degli studi in metabolomica realizzate dallo Human Performance Laboratory con i semi di chia, i funghi portobello e le banane, la Dole Fruit ha realizzato nuovi beni che verranno commercializzati dal prossimo autunno”.

Murdock, centesimo nella graduatoria dei più ricchi d’America con tre miliardi di dollari di patrimonio privato, dalla sua parte non ha esclusivamente la possibilità di poter investire nel progetto ma anche l’essere azionista principale della Dole Food. E anche se è un uomo particolarmente complicato – non raramente ammonisce l’interlocutore per il suo aspetto estetico e ha un ego sconfinato – il fatto che gestisce il colosso della frutta e verdura statunitense ne fa uno di cui bisogna tener conto, anche perché le sue decisioni condizionano le scelte alimentari dell’intero mondo. Le sue scelte si ripercuotono anche su di noi.

Ma per quanto in pubblico vuole presentarsi con l’aspetto del cowboy imbattibile, Murdock alla decisione di incoraggiare una nutrizione salubre e di avvantaggiare la crescita di farmaci che riescano a trovare una soluzione nel mondo biologico, ci è giunto tramite tragedie personali. Una moglie morta a causa di un cancro delle ovaie. Un figlio affogato nelle acque di una piscina e un altro morto in un incidente d’auto, entrambi a quanto sembra sofferenti di gravi problemi di salute che hanno determinato gli incidenti. Tali esperienze non potevano non incidere sulla sua vita, ciò, infatti, lo ha persuaso che una dieta sana avrebbe condotto tutti a vivere più a lungo possibile o almeno, a non soffrire così tanto come invece ha sofferto la moglie.

La sua ossessione per l’alimentazione è così vigorosa che, per il momento, al distretto generale della Dole il visitatore, invece, di sentire la comune musica per settori può avere consigli utili per una dieta corretta e udire un rubrica di notizie relative alla salute. Le pietanze che vengono offerte dalla mensa aziendale sono gratuite e il centro sportivo voluto da Murdock all’interno del complesso fornisce la possibilità di avere un personal trainer. Di fronte agli uffici di Westlake Village, luogo in cui Dole Food ha il centro, Murdock ha poi realizzato il California Health and Longevity Institute una struttura che comprende un centro medico, un ristorante di lusso, dove si può  lo screening per il cancro e le analisi del colosterolo, ma anche seguire lezioni di cucina. È anche inserito un hotel per combinare la missione che si propone con il business,  caratteristica tipica di Murdock.

Quando Murdock  decise di creare il centro a Kannapolis ritennero che si sarebbe convertita in una basilica dell’area desertica, ma non avevano considerato con chi avessero realmente a che fare. Il forte miliardario riesce a fare proposte difficilmente rifiutabili, come quella che ha persuaso Mary Ann Lila, una delle principali esperte a livello mondiale, a traslocare nella Carolina del Nord dalla University of Illinois di Chicago. Il novantenne miliardario ha dalla sua parte il privilegio di aver fatto nascere il suo bambino nei pressi di Charlotte, una città in cui la qualità della vita è tra le più convenienti d’America e che dona divertimenti e passatempi in grado di attrarre i migliori studiosi del mondo. Non a caso il presidente Barack Obama ha voluto sostenere proprio qui la Convention che lo coronerà ancora una volta come aspirante democratico alla Casa Bianca.

Immagine tratta dal sito: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Research_Center_Kannapolis_NC.jpg

© Riproduzione Riservata
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Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto