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21 agosto 2012

Tutti insieme, violentemente

Esce nei cinema un po’ di tutto il mondo il secondo capitolo di Mercenari.

La regia passa da Stallone a Simon West e, con rispetto parlando, potrebbe essere stato un bene.

Cast ricchissimo di nuove e vecchie glorie del cinema action made in U.S.A.

Ai già presenti Stallone, Statham, Li, Lundgren, senza citare Willis e Schwarzenegger, si aggiungono le new entries di lusso Van Damme e Norris.

Tutti insieme, violentemente.

Inutile, a mio parere, sperticarsi in recensioni visto che trama e contenuti, così come i personaggi stessi del film, non aggiungono nulla di nuovo alla solita storia.

Già tutti gli addetti ai lavori, comprese le penne dei grandi esperti, si sono pronunciati positivamente a favore di Mercenari 2, parlando di autoironia, principalmente.

Tanto basta.

A me interessa, piuttosto, cercare di capire perché e come siamo arrivati a desiderare che una pellicola del genere uscisse nelle sale.

Quando si pensa a Stallone o a Schwarzenegger, che con i loro Rambo, Rocky e Terminator hanno scritto la storia del cinema americano moderno, sembra esistano da sempre.

Ma i loro personaggi super muscolosi, privi di grazia e iper violenti non hanno molto a che spartire con i precedenti “duri” americani anni cinquanta.

Facendo un paragone, poi, con il cinema asiatico ed i suoi personaggi-culto in ambito action, dove sono le arti marziali a farla da padrone, restano i muscoli ma, per così dire, in salsa agro-dolce.

Quanto al cinema europeo, senza citare la lunga sfilza dei diabolici “dottori” (Mabuse ecc.), incarnazione di dubbi e incertezze di un’epoca instabile, arriverei direttamente al fortunatissimo, quanto longevo James Bond: raffinato esteta, nonché agente segreto.

Le sue disquisizioni sui vini o sulle automobili sembrano uscire direttamente dai libri di Huysman o di Balzac e poco hanno a che vedere con i dialoghi di uno qualsiasi tra i sopracitati eroi.

Il primo capitolo cinematografico dedicato alla saga Bond risale al 1962, (mentre la consacrazione arriverà l’anno successivo con A 007, dalla Russia con amore), dieci anni dopo il primo film di rilievo mondiale di Bruce Lee, mentre Rocky, l’iniziatore tra gli eroi tutti cuore e muscoli, sarà realizzato nel 1976.

Tutti questi personaggi hanno in comune la spiccata predisposizione al combattimento e la certezza di stare sempre dalla parte dei “buoni”, il che è sufficiente a giustificare l’ operato.

La grande novità apportata dal cinema americano sta, dunque, nel mettere sulla scena un eroe che viene direttamente dal proletariato, dal popolo.

Rozzo e povero sì, ma capace di sentimenti nobili e la cui forza deriva unicamente dal faticoso lavoro. Una sorta di re-incarnazione, quasi, dell’instancabile ed indistruttibile Stacanov, mitico operaio creato dalla propaganda sovietica.

Quanto alla violenza, subita o provocata, questa –che cresce esponenzialmente in base al successo del film e del personaggio- ha lo scopo di esaltare e sottolinearne le qualità sopraelencate.

Ma può un personaggio del genere appassionarci ancora oggi, nell’epoca di internet, quando anche il cinema ha trovato i suoi nuovi beniamini (Bourne, Hunt ecc.)?

Questa è la vera novità di Mercenari 2.

Non prendersi mai sul serio, scherzare su sé stessi, sulla propria età.

Essere “fuori dal tempo e dalle mode” (Mereghetti) perpetuando quella che risulta essere  la decostruzione del loro stesso mito.

Violenza a fiumi, s’intenda, surtout  malgrado ad essere massacrati siano sempre abitanti di paesi del terzo mondo.

Siamo, dunque, al canto del cigno?

Viste le ultime pellicole dell’Agente 007 direi che possiamo aspettarci di tutto!

 

fonte foto: http://blog.chili-tv.it

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