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28 agosto 2012

Università, tasse raddoppiate e fuori corso nel mirino!

Con il sì al decreto sullo spending review e l’affermazione del ministro dell’istruzione Francesco Profumo riguardante i fuori corso destinati a pagare di più, vi sono aumenti e raddoppi in tutto e tanti  malcontenti. Infatti la tassa regionale per il diritto allo studio dal prossimo anno raddoppia, da 77 euro a studente dell’anno scorso, passerà a 140 euro a studente, in più vi saranno i  14,62 euro di bollo virtuale.

Inoltre se prima al momento dell’iscrizione vaneggiava in noi una certa aria di ingenua felicità nel poter continuare a studiare quelle materie di cui ci si è innamorati o si ha una certa inclinazione o ancora, ci si era felici per poter iniziare un percorso che vedeva la realizzazione di un futuro che si era già immaginato o prestabilito da tempo, adesso al momento dell’iscrizione non penso che vaneggi in noi lo stesso sentimento; in quanto nel momento in cui ci si reca per iscriversi, bisognerà versare, qualunque sia il corso di laurea, la prima di tre rate della retta annuale che, sarà calcolata in proporzione al reddito e al patrimonio familiare, che viene dichiarato con il modello Iseeu che, ahimè tutti o la stragrande maggioranza di noi conosce molto bene!

Le fasce dell’ Iseeu che l’Università prevede sono cinque; sotto gli 8.058 euro annui il contributo è zero, ma bisogna pagare lo stesso il bollo e la tassa regionale.  Le tasse in generale invece,  potranno aumentare fino a +25% per i fuori corso con reddito familiare sotto i 90mila euro, fino a +50% con reddito tra 90mila e 150mila euro, e fino a +100% con un reddito oltre i 150mila euro. Invece per chi ha un reddito familiare sotto i 40mila euro, l’aumento delle tasse non potrà superare l’incremento dell’inflazione.

La procedura per l’inserimento dei dati è accessibile esclusivamente online, attraverso il portale della propria Università. Prevede il pagamento immediato di una prima tranche, la seconda rata rappresenta il saldo della seconda, mentre la terza e ultima variano in rapporto al merito, ovvero più sei bravo e meno paghi… Dalla festa democratica di Reggio Emilia il ministro Francesco Profumo ha ricordato che, essendo il primo di tre fratelli, ha dovuto lavorare e studiare contemporaneamente per mantenersi gli studi( purtroppo però i tempi sono cambiati e cercare un lavoro è paragonabile quasi al ritrovamento di un diamante in una miniera!) e afferma perciò che, chi vuole studiare o studiare lavorando deve poterlo fare nella migliore delle condizioni, ma chi fa altro non può essere sostenuto con i soldi delle tasse, di conseguenza questi dovranno pagare di più per contribuire alla loro formazione.

Un vero esempio per tutti noi il piccolo aneddoto personale raccontato da Profumo, un vero e proprio modello da seguire! Il pensiero và però a coloro che hanno lo stesso 3, o 4 o 5 di figli (e mi fermo qui perché con questa crisi queste persone sono davvero degli eroi), ma che devono portare avanti famiglia e spese per poter farli almeno arrivare all’ Università o almeno farli diventare ragazzi e ragazze…anche perché del resto, purtroppo, ben pochi si possono permettere di non lavorare e soltanto studiare. Detto questo a tutte le matricole, a chi deve riprendere per continuare e a chi sta fortunatamente finendo, In bocca al lupo e buona fortuna!

 

Fonte foto http://www.roars.it/

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