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4 settembre 2012

Bruce Willis, la Apple e il paradosso di scaricare musica legalmente

Bruce Willis contro Apple”, non è il nome di un nuovo film o di una simpatica parodia ma di un contenzioso che, anche se è stato prontamente smentito, ha già dato molto su cui discutere.
Il problema di fondo su cui ruota questa presunta questione che ha visto coinvolto l’attore americato è il contrasto tra testamento digitale e licenza d’uso.
La licenza d’uso che viene imposta da Apple come da Google e Amazon, al momento dell’acquisto dei download di musica, prevede numerose restrizioni tra cui il divieto di prestare, condividere o masterizzare il brano su cd.
Ciò comporta che alla morte del fruitore di tale servizio tutto il materiale acquistato legalmente, a differenza di quanto avviene con i cd e i dvd, non possa essere testamentato perché, per i termini del servizio, appartiene solo ed esclusivamente al compratore.
Il contratto è quindi basato su un account personale che non può essere trasferito a nessun altro e, al momento del decesso si chiude automaticamente.
Forzare i termini di licenza, non è possibile: è illegale, è un furto.
Quello che molti si chiedono giustamente è se ciò è eticamente corretto da parte dei music store di queste grandi compagnie.
In un mondo virtuale costellato di pirateria e furti digitali, oltre che di informazioni, è giusto non concedere a chi invece rimane nella legalità la possibilità di trasferire la sua passione a figli, amici e parenti.
Qual è la reale differenza tra un cd comprato e un mp3 scaricato legalmente?
Nessuna fin tanto l’artista e la casa discografica ci guadagnano.
Qual è allora il problema nel rivedere i termini della licenza?
Nessuno e forse sarebbe ora di farlo perché nessuno è immortale e il patrimonio digitale è pur sempre una parte di noi che non merita di scomparire.

Fonte immagine:http://raya2.sytes.net

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