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3 settembre 2012

Carburante verde a 40 centesimo al litro? E’ possibile

I rifiuti e gli scarti organici, ma anche gli stocchi di mais e pannocchie, alghe e piante acquatiche, potrebbero diventare molto preziosi.

Caro Benzina

Caro Benzina

Secondo gli esperti statunitensi del Gas Technology Institute (GTI) è possibile ottenere carburante pulito dai rifiuti, ad un costo molto contenuto, attraverso una nuova tecnologia chiamata idropirolisi e idroconversione integrata.

Il processo impiega una serie di catalizzatori per produrre idrogeno dalla materia prima, per convertirlo poi in benzina, gasolio e carburante per jet. Ciò è quello che è stato dimostrato a Philadelphia nel corso del 244° Meeting Nazionale & Exposition della American Chemical Society, avvenuto il 20 agosto u.s., dai progettisti e sviluppatori del GTI che hanno già realizzato i primi impianti pilota per conseguire quello che sembra un processo miracoloso.

I risultati, del tutto credibili, sono già stati valutati dal Dipartimento per l’Energia statunitense, che ha stimato in due dollari il costo di un gallone di carburante, corrispondente appunto in 0,40 centesimi di euro al litro. Attualmente la nuova tecnologia GTI ha in attività due impianti pilota. L’impianto più piccolo ha una capacità di un kg. di biomassa per ora e può produrre dai 72 ai 157 litri di carburante per tonnellata di secco. Il secondo impianto può gestire più di 100 kg. di biomassa all’ora ed è progettato per funzionare a ciclo continuo.

Secondo uno dei progettisti, Martin Linck, la previsione è quella di avere già nel 2014 impianti capaci di produrre fino a 80.000 litri di carburante al giorno, con una portata di secco da convertire pari a 2.000 tonnellate al giorno, per arrivare presto ad una portata di 1,2 milioni di litri prodotti.

Il 24 febbraio u.s. il prezzo della benzina in Italia ha superato la soglia dei 2 euro al litro. Attualmente la benzina ha un costo medio nazionale di euro 1,925, mentre il gasolio si ferma a euro 1,792. L’Italia si conferma il paese europeo in cui i carburanti hanno il prezzo più elevato. Questo prezzo, oltre l’iva al 21% , comprende le accise cioè aumenti collegati alla necessità di finanziare particolari emergenze aventi carattere temporaneo. L’accisa meno recente prevede tuttora il finanziamento della guerra in Etiopia del 1935.

Di seguito l’elenco completo:

  • Nel 1935 – 1936 per la Guerra d’Etiopia, 0,000981 euro;
  • Nel 1956 per la crisi del Suez, 0,00723 euro;
  • Nel 1963 per il disastro del Vajont, 0,00516 euro;
  • Nel 1966 per l’alluvione di Firenze, 0,00516 euro;
  • Nel 1968 per il terremoto del Belice, 0,00516 euro
  • Nel 1976 per il terremoto del Friuli, 0,0511 euro;
  • Nel 1980 per il terremoto dell’Irpinia, 0,0387 euro;
  • Nel 1983 per la guerra del Libano, 0,106 euro;
  • Nel 1996 per la missione in Bosnia, 0,0114 euro;
  • Nel 2004 per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, 0,02;
  • Nel 2005 per l’acquisto di autobus ecologici, 0,005;
  • Nel 2009 per il terremoto dell’Aquila, 0,0051 euro;
  • Nel 2011 per il finanziamento della cultura, da 0,0071 a 0,0055 euro;
  • Nel 2011 per l’arrivo degli immigrati dopo la crisi libica, 0,04 euro;
  • Nel 2011 per l’alluvione di Liguria e Toscana, 0,0089 euro;
  • Nel 2011 per il decreto “salva Italia”, 0,082 euro;
  • Nel 2012 per il terremoto dell’Emilia, 0,02 euro.

Sono state approvate più accise negli ultimi dieci anni che nei primi sessant’anni. Benché il valore di alcune sia irrisorio, non si può non sorridere dinnanzi ad altre che hanno un sapore ridicolo, oltreché amaro. Solo il totale delle accise raggiunge la somma rispettabile di € 0,41, mentre la ricerca statunitense promette un prezzo finito di soli € 0,40 al litro.

Considerando la credibilità dell’Istituto e la fondatezza del processo, non puramente teorico ma attualmente in attività, possiamo solo sperare che la nuova tecnologia trovi una futura applicazione anche in Europa. Sarebbe la soluzione a due problemi dei giorni nostri: il caro-carburante (considerando anche il futuro esaurimento dei giacimenti conosciuti) e lo smaltimento dei rifiuti ad un impatto eco-sostenibile.

Daniela Angius

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