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29 settembre 2012

Cenerentola e l’incognita delle scarpette

Quando l’orologio del palazzo cominciò a battere la mezzanotte, Cenerentola ricordò la promessa. “Devo andare” gridò spaventata e, liberando la sua mano da quella del principe, attraversò il palazzo e scese di corsa lo scalone, inseguita dal principe e dal granduca. Una scarpetta di cristallo le si sfilò correndo, ma lei non si fermò finché non fu in carrozza. L’orologio stava ancora battendo l’ora quando la carrozza lasciò il palazzo di gran carriera: mentre oltrepassava il cancello, risuonò il dodicesimo rintocco: carrozza, cavalli, tutto sparì ed al loro posto comparvero una zucca, alcuni topolini, un cane, un vecchio cavallo e una fanciulla vestita di stracci. Tutto ciò che rimaneva di quella magica serata era la scarpetta di cristallo che brillava al piede di Cenerentola. Il mattino seguente, il figlio del re comunicò al padre che avrebbe sposato solo la fanciulla che aveva perso la scarpetta al ballo”.

Chi non ricorda la favola di Cenerentola e specialmente l’episodio della scarpetta che apre le porte alla nostra fantasia e alla volontà di indossarne un paio anche noi e diventare una vera principessa?

Louboutin poco tempo fa aveva reso realtà il nostro sogno con la creazione di un paio di decolletè in pizzo bianco abbellite da strass e pietre lucenti ma purtroppo questo sogno è stato sfatato: la scarpetta di Cenerentola non era di cristallo.

La colpa è tutta di Perrault che, secondo quanto affermato da fanpage , ha commesso un grave errore di traduzione confondendo la parola vair con verre. In un istante le scarpette che per secoli sono state di cristallo si sono trasformate in semplici scarpe rifinite da pelle di scoiattolo.

Ma questo errore è comune a molti. Infatti nelle traduzioni che provengono dalla Cina e dalla Scozia vediamo come il materiale delle scarpette varia dal filo d’oro nel primo caso alla paglia nel secondo caso.

E adesso? Nel frattempo che si trovi una soluzione all’enigma delle scarpette di Cenerentola preferiamo continuare ad immaginarle di cristallo. Dopotutto perché cambiare idea dopo quasi tre secoli?

 

Fonte foto

Dora Della Sala

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