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19 settembre 2012

Dalla Regione Veneto il si all’uso terapeutico della cannabis

Che la cannabis ha dei sorprendenti effetti terapeutici (oltre ad altre mille “nobili” funzioni) lo si sapeva già da molto tempo. Sorprende parecchio però (visto che in Italia si fatica a mettere da parte il bigottismo) la decisione della Regione Veneto di approvare una normativa che autorizza la sperimentazione dell’uso della cannabis per fini terapeutici, nella terapia del dolore (si sa già che apporta dei benefici in molte malattie terminalie molti pazienti già la usano all’estero) o per limitare gli effeti di malattie diffusissime come asma, sla, distrofia muscolare etc.

La normativa quindi autorizza anche la produzione della pianta in appositi centri agricoli, che dovranno esibire una serie di permessi per poterla coltivare e nel quantitativo necessario alla sperimentazione e alla produzione di farmaci. Non si potrà usare nel formato fumabile, nè coltivarla personalmente. E’ un interessante passo avanti sulla presa di coscienza che la cannabis non puo’  essere annoverata tra le droghe mortali.

Una prima avvisaglia di un certo ammorbidimento sul tema della cannabis  è stata una sentenza della Cassazione che qualche mese fa aveva annullato la pena ad un giovane scoperto in casa con una piantina (principio attivo non superiore a 16mg) e quindi penalmente perseguito e accusato di detenzione di stupefacenti.

Rimane però ancora tanta ignoranza (soprattutto al sud) a riguardo, da parte delle istituzioni, oltre che dell’opinione pubblica. Di qualche giorno fa è la notizia del proscioglimento nel ragusano di un giovane imprenditore siciliano (Giuseppe Sutera Sardo, 27 anni, agrigentino, ispicese d’adozione). L’uomo approfondendo le applicazioni alternative della pianta, aveva deciso di contattare Assocanapa per  apprendere tutte le tecniche di produzione della canapa industriale, e dopo aver ottenuto tutti i permessi del caso aveva iniziato a produrre la pianta nella propria azienda agricola. Le cose però non andarono bene e la guardia di finanza su segnalazioni anonime, con tanto di azione degna di un film d’azione, aveva arrestato il giovane con l’accusa di essere un produttore e trafficante di droga. Ne è seguito un processo penale (con esborso di denaro anche pubblico) che si è concluso con un’assoluzione perché il fatto non sussisteva e perché il giovane aveva tutte le carte in regola. Il ragazzo però dopo l’assoluzione ha deciso di abbandonare il progetto.

 

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