Extraterrestri, Panspermia e Ateismo

Redazione Controcampus 29 Settembre 2012

   La vita sulla Terra ha un’origine esogena?  Sembra proprio di sì.

Secondo uno studio realizzato dalla Princeton University, la vita sul nostro pianeta sarebbe una conseguenza delle molteplici contaminazioni rocciose che, nel corso del tempo, avrebbero contribuito alla diffusione capillare di microrganismi provenienti da stelle, comete o altri pianeti.

Attirati dalla gravità terrestre, questi frammenti di roccia provenienti dallo spazio, avrebbero provocato innumerevoli esplosioni contribuendo così a generare una sorta di brodo primordiale, caratterizzato dalla fusione tra elementi chimici terrestri ed extragalattici.

Secondo la teoria della Panspermia, le prime forme di vita elementare terrestri avrebbero tratto origine proprio da questo fecondo brodo primordiale.

Per gli scienziati della Princeton University, il cui studio non fa altro che confermare la Panspermia, i detriti contenenti microrganismi extraterrestri, sarebbero giunti sulla Terra in un’epoca assai remota.

Probabilmente, durante l’infanzia del nostro sistema solare. Secondo i teorici dell’espansione dell’universo, molto tempo fa, i pianeti del sistema solare erano meno lontani fra loro. Questo dato ha indotto i ricercatori della Princeton a ipotizzare che in passato i pianeti si scambiassero, senza grandi ostacoli, ingenti quantità di cumuli rocciosi edulcorati dai microrganismi viventi.

La ricercatrice Amaya Moro Martin, coordinatrice dello studio americano, ha dichiarato che : «La conclusione del nostro lavoro è che Il meccanismo di trasferimento debole rende la litopanspermia un’ipotesi praticabile perché avrebbe concesso ai sistemi planetari di scambiarsi grandi quantità di materiale solido, e avrebbe comportato tempi che avrebbero potuto consentire la sopravvivenza dei microrganismi incorporati nei detriti».

L’origine della vita secondo Hawking

Gli organismi viventi differiscono dalla materia inanimata a causa dell’organizzazione dei loro sistemi ed, in particolare, del possesso di informazioni codificate. Infatti, secondo la Biologia, la vita è un’ipostasi della materia vivente, una condizione peculiare che la distingue dalla materia inanimata.

Ne consegue che sarebbe davvero difficile, se non impossibile, costruire un acido nucleico in laboratorio, partendo dalla non-vita inorganica, anche se semplice come l’Rna. Le prime forme di vita terrestri, pertanto, potrebbero essere state generate soltanto da materiali esogeni, pullulanti di microrganismi viventi. Quando nacque l’universo, non esisteva ancora il carbonio.

Secondo la scienza ortodossa, circa 13.7 miliardi di anni fa, l’universo trasse origine dal Big Bang: una potentissima esplosione. Per i creazionisti di “fede”, invece, l’universo fu creato da Dio grazie al suo spirito vitale e alla sua gloria onnipotente. Al di là delle dicotomie teologiche e dei discernimenti teorico-eziologici, va rimarcato che da allora( cioè fin dalle origini divine e non) l’universo non ha mai smesso di espandersi  e di raffreddarsi.

Scienziati del calibro di Stephen Hawking, sostengono che sul nostro Pianeta le condizioni necessarie per la vita esistono da 4 miliardi di anni dopo il Big Bang. Tuttavia, la prima molecola di Dna nel sistema solare si è formata soltanto 9 miliardi di anni dopo l’origine dell’universo, probabilmente grazie alla contaminazione paventata dall’esplosione di stelle molto remote. S. Hawking sostiene che sia impossibile pensare che una molecola complessa come il Dna possa derivare da combinazioni casuali della materia inorganica.

Il prof. Hawking, genio indiscusso dei tempi moderni, in un articolo pubblicato sul sito web Futurology.it cita i fautori della panspermia, sostenitori della teoria secondo cui la vita sulla Terra proverrebbe dallo spazio, ritenendo ad ogni modo improbabile che una molecola complessa come il Dna possa sopravvivere a lungo nell’universo, per via delle temperature estreme e delle radiazioni ionizzanti cui sarebbe sottoposta. Pertanto, Hawking sostiene che la precoce comparsa della vita sulla Terra sia dovuta ad un fenomeno di generazione spontanea, cioè d’origine prettamente terrestre.

Critica dell’ateismo scientifico

Obiettare ed esecrare la tesi avallata da chi crede in una realtà autopoieica, in un mondo eterno e nell’inutilità di Dio, rappresenta non solo un doveroso atto di fede, ma anche una necessità imposta dalla logica.

Le correnti di pensiero ateistiche, ad esempio, credono di poter dimostrare l’inutilità di Dio attraverso il rasoio di Occam : entia non sunt multiplicanda sine necessitatis. La sintesi di questa opinabile ideologia è la seguente: Il mondo è sempre esistito; quindi è superfluo ricorrere al concetto di Dio per spiegare e dimostrare l’esistenza del mondo.

Tuttavia, le certezze ed i principi del fondamentalismo ateo, innalzando i soli valori materialistici, formali e particolareggianti della realtà, sembrano perdere di vista l’altra faccia della medaglia, quella pura ed immacolata: la sostanza. Pertanto, semplificare la teoria dell’esistenza attraverso il rasoio di Occam può rivelarsi una mossa più che azzardata.

Elogiare la forma immutata della realtà, credere che Dio non abbia alcun senso ed aborrire la supremazia della sostanza, rappresentano prese di posizione non del tutto condivisibili. Del resto, Kant, padre del pensiero filosofico moderno, schierandosi contro le tesi del creazionismo non religioso, ci ricorda che la spiegazione corretta della realtà non è necessariamente la meno complessa.

Pertanto, credere in un Dio creatore di tutto l’universo, rende non del tutto illogica l’accettazione dell’ipotesi secondo la quale anche le comete non siano altro che il frutto del Suo maestoso disegno divino. Le tesi del cosiddetto creazionismo non religioso, ad esempio, se rapportate all’ateismo, appaiono meno ostili ed esecrabili.

La teoria della “Panspermia diretta” di F. Crick, infatti, sostiene che la vita sul nostro pianeta si sia generata grazie  ad alcuni semi catartici provenienti dall’universo ed inviati appositamente da una forma di vita intelligente extragalattica. Queste forme di vita intelligente, dunque, potrebbero essere gli angeli della Bibbia, gli Elohim, i quali per espressa volontà di Dio, avrebbero contribuito alla nostra nascita e al nostro sviluppo fisico e spirituale.

Del resto, l’epoca attuale è contraddistinta da un relativismo culturale a dir poco evidente e le teorie esistenziali cosiddette diverse non sembrano più rappresentare un problema insormontabile. Sicché, per quanto possano risultare assurde e fantascientifiche, anche le teorie di Zecharia Sitchin e Claude Vorilhon, oggi meritano d’essere approfondite, seppur con spirito critico e razionale. Perché quel che conta alla fine (secondo me) è credere nell’esistenza di un’entità soprannaturale. Ai posteri l’ardua sentenza.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto