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9 settembre 2012

Invertebrati: a rischio di estinzione uno su cinque

Un team di ricercatori della Zoological Society of London, dopo aver analizzato la lista rossa delle specie a rischio estinzione redatta dall’International Union for Conservation of Nature, ha affermato che il 20 per cento delle specie di invertebrati potrebbe sparire in un prossimo futuro. Gli interventi per preservare queste specie a rischio richiedono investimenti ingenti, ma la loro scomparsa, ci spiegano i ricercatori, avrebbe un costo decisamente maggiore.

Il rischio più alto di estinzione riguarda le specie di acqua dolce, seguite da quelle terrestri e quelle marine. Si tratta del risultato di un ampio studio condotto da un gruppo di ricercatori della Zoological Society of London (ZSL) su un elenco di circa dodicimila specie di invertebrati già inclusi nella Red List of Threatened Species dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN).

Gli invertebrati rappresentano quasi l’80 per cento delle specie del mondo e addirittura un quinto di esse potrebbero essere a rischio estinzione”, afferma Ben Collen, uno degli autori del rapporto appena pubblicato, aggiungendo: “l’investimento necessario per salvarli potrebbe sembrare enorme, ma facendo finta di nulla si arriverà probabilmente a pagare un costo molto più alto” (fonte: Le Scienze).

Le specie che non hanno la possibilità di far fronte alle mutate condizioni ambientali sono quelle che destano una maggiore preoccupazione. In questo gruppo sono compresi i molluschi delle acque dolci, animali che vivono in simbiosi con il loro piccolo habitat, incapaci di percorrere grandi distanze. Le libellule e le farfalle, dotate di maggiore mobilità, hanno qualche chance in più di sopravvivere; per loro, il rischio di estinzione, è attestato intorno al dieci per cento.

I servizi offerti naturalmente da molte delle specie in questione vanno dall’impollinazione alla depurazione delle acque, fino alla straordinaria capacità di mantenere fertile il terreno in cui vivono. Una loro eventuale scomparsa costerebbe al genere umano la bellezza di qualche migliaio di miliardi di dollari l’anno.

Immagine tratta da http://www.zsl.org

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