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21 settembre 2012

Laurea ad honorem per Fortuna, simbolo di Montesanto

Il titolo dell’articolo è del tutto provocatorio, ma deve farci riflettere sui simboli umani che accompagnano la nostra vita.

Fortuna, per chi non lo sapesse, è la vecchietta venditrice “non ambulante” della Piazzetta di Montesanto, banane e verdure dispensate a studenti, medici, professori, casalighe, donne, bambini e chiunque si sia trovato a passare almeno una volta per il suo essenziale banchetto. Un simbolo Fortuna, alla quale qualche settimana fa è stato sgomberato il chiosco ed il banchetto perchè abusivi.

Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, in quanto ben vengano tutte le attività propedeutiche alla diffusione della legalità nel territorio napoletano, ma è giusto e doveroso soffermarsi sul valore umano che Fortuna ci ha regalato per anni.

Chi di noi uscendo dalla stazione ferroviaria della Cumana, della Metropolitana, o semplicemente trovandosi li di passaggio non ha notato la compostezza e l’umiltà di un simbolo di una Napoli che pian piano sta entrando nel cassetto dei ricordi.

Simboli umani di una città che lasciano spazio ad una riqualificazione dei quartieri? Simboli  umani che vengono lasciati invecchiare con un malloppo di atti che non comprenderanno mai?

In una città dove l’arte di arrangiarsi la impari da piccolo, sopratutto se riesci a scampare i meandri del malaffare e della droga, Fortuna rappresenta i valori più belli della vita umile, povera ma felice. Una volta rimosso il suo banchetto è rimasta li a chiedere, con altrettanta umiltà e semplicità, l’elemosina perchè privata della sua fonte di vita. I suoi occhi che negli anni sono diventati sempre più gonfi di freddo, fatica e folklore nessuno li dimenticherà e, ad oggi, sicuramente ogni persona che si ritroverà a passare di li esclamerà sicuramente  “a ro stà a bananara” (dov’è la venditrice di banane)!!.

Stamane chiedendo a qualche passante  cosa pensasse di quell’assenza forzata ci rispondevano: “ha scandito momenti di vita di tutti noi, dalle scuole all’università, fino al lavoro”, “un chioschetto con licenza glie lo si potrebbe regalare per il folklore che ha regalato a questa città”.

Allora, a furor di popolo, anzichè rottamare un simbolo di Napoli, noi, per simpatia, affetto e riconoscenza, idealmente, gli conferiamo una Laurea ad Honorem; magari non ne sarà felice allo stesso modo di quando vendeva i suoi caschi di banane dal peso indefinito, ma rimarrà un riconoscimento ad un simbolo dei giorni nostri

 

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