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3 dicembre 2012

Profumo: Università imprenditrice

Non è tempo di riforme

Presenza delle massime cariche regionali, Aula Magna gremita, cerimonia ufficiale.

Ministro Profumo

Ministro Profumo

L’occasione è l’inaugurazione del 705esimo Anno Accademico dell’Università di Perugia che , tenutasi il 27 novembre scorso, è cominciata con la Santa Messa officiata da Monsignor Domenico Sorrentino -vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino- nella Chiesa dell’Università e si è conclusa col tradizionale omaggio dei Goliardi al Rettore Francesco Bistoni sulle note dell’inno universitario internazionale, il Gaudeamus Igitur.

Al termine della cerimonia si è svolta la premiazione dei migliori laureati dell’Ateneo da parte dei rispettivi Presidi. Ci si aspetterebbe di incontrare, ad un tale evento, anche il rappresentante ministeriale, l’Onorevole Francesco Profumo, che , per la seconda volta assente, ha lanciato una sfida ai Rettori delle università italiane invitandoli a «cambiare mentalità».

Il Ministro ha infatti spiegato, in una nota inviata per la solenne occasione, che il suo intento è di potenziare «L’integrazione pubblico-privato e la capacità imprenditoriale degli atenei, che devono competere in misura maggiore nei progetti internazionali».

Il Ministero della Pubblica Istruzione, stando alle Parole del Ministro Profumo, sta andando in direzione di un «sistema più moderno e allineato ai migliori standard europei e internazionali, sviluppando cultura della trasparenza, valutazione, merito e semplificazione». Agli Atenei insomma, si chiede un più arguto spirito imprenditoriale, più coraggio nel finanziare la ricerca, la digitalizzazione, l’accessibilità e fruibilità dei dati.

Per il Ministro sono cose già in parte acquisite avendole definite come «solo alcuni dei piccoli e grandi passi che abbiamo fatto verso la normalizzazione del nostro Paese». Normalizzare il Paese. È questo l’obbiettivo del Ministero in un momento in cui i tagli alla Scuola (e non solo) riducono le possibilità già scarse di far rientrare la crisi in atto già da troppo tempo.

E mentre a Perugia si inaugura come di consueto un nuovo Anno Accademico, nell’Ateneo Federiciano un gruppo di studenti molto attivi nella lotta alla difesa dei diritti degli studenti, occupano il palazzo adibito a mensa (mai attivata) ma che è costata cara in tanti anni di contributi andati al vento. Si potrebbe prendere spunto dal Ministro Profumo e suggerire al Rettore dell’Università di Napoli di trovare degli sponsor, dei finanziatori che restituiscano agli studenti quello che gli è dovuto.

Oppure si può guardare ad un Università che, stando alle parole del suo Rettore Bistoni, funziona e che continua ad avere nuovi iscritti, in forte controtendenza rispetto al resto della Nazione e accontentarsi del fatto che, tutto sommato, uno su mille ce l’ha fatta.

Del resto il Rettore Bistoni può sentirsi orgoglioso del fatto che «tutte le componenti dell’Ateneo perugino hanno reagito alla crescente inquietudine con determinazione, attendendo ai loro compiti istituzionali con grande serietà e profondo senso di responsabilità» e lasciare il suo incarico con un sorriso, velato solo dalla tristezza che suscita il «difficile momento che vive il nostro Paese, che è reso ancora più grave dall’incerto quadro politico, economico e sociale offerto dall’Europa».

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