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29 settembre 2012

Malaria: un nuovo nemico da combattere

Un gruppo di entomologi dell’Università di Notre Dame ha fatto parte di un più ampio team di ricercatori che recentemente ha scoperto una nuova specie di zanzara, ancora senza nome scientifico, che sarebbe potenzialmente in grado di trasmettere il mortale plasmide della malaria.

Neil Lobo, professore associato della Notre Dame, e Brandy St. Laurent, PhD alla Notre Dame, hanno offerto il loro contributo al team di ricercatori che hanno effettuato la scoperta che è stata pubblicata sull’Emerging Infectious Diseases Journal.

La scoperta è stata effettuata nella zona occidentale del Kenia dove è stata catturata questa nuova specie, il cui DNA non corrisponde a nessuno di quelli già individuati per le zanzare in grado di trasmettere la malaria.

Generalmente la malattia viene trasmessa dalle zanzare appartenenti al genere Anopheles (Meigen, 1818).

Le specie di zanzare Anopheles che trasmettono la malaria in Africa sono già state ampiamente studiate dai ricercatori che ne conoscono tutte le abitudini comportamentali: sono inattive durante il giorno, rifugiandosi nelle case, e attive durante la notte, quando pungono.

La malaria è la principale causa di morte in Kenya, dove il 25 milioni di persone su una popolazione di 34 milioni risultano a rischio, rappresentando la causa principale (circa il 30-50 % delle cause registrate).

I più a rischio risultano sempre i bambini sotto i cinque anni di età (oltre il 20% muore per malaria prima dei 5 anni) e le donne incinte. Dieci milioni di kenioti hanno bisogno di zanzariere, senza avere la possibilità di reperirle, e attualmente l’uso di antimalarici è inferiore al 10%

Gli attuali programmi di controllo della malaria, tra cui l’utilizzo di insetticidi e di zanzariere da letto trattate con insetticidi, sono stati progettati e messi a punto con in mente questi specifici comportamenti.

Ad oggi, anche se la nuova specie di zanzara non è mai stata coinvolta nella trasmissione della malaria, destano preoccupazione le sue abitudini comportamentali. Questa nuova zanzara infatti potrebbe rappresentare una potenziale minaccia in quanto preferisce stare all’aperto ed inoltre risulta essere attiva nel tardo pomeriggio e nella prima sera, subito dopo il tramonto. Quindi tende a pungere l’uomo in zone aperte e quando è meno protetto dagli attacchi utilizzando le normali tecniche previste dalle procedure antimalariche.

Si delinea un nuovo grave pericolo rispetto al quale è necessario studiare nuove misure preventive.

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