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10 settembre 2012

Mobilità in Europa – tra strategie imprecise e statistiche carenti

“La raccolta di dati sulla mobilità internazionale degli studenti universitari in Europa costituisce ad oggi un serio problema, che si ripercuote anche sulla scelta delle strategie attuate e da attuare”: è la denuncia dell’European University Association (EUA) inclusa nel report “Mobility: Closing the gap between policy and practice, step conclusivo del progetto MAUNIMO (“Mapping University Mobility of Students and Staff”).

Il report, presentato all’Università di Oslo alla presenza di oltre 100 partecipanti, rappresentanti Università europee, agenzie nazionali e rappresentanti governativi, è stato ampiamente discusso e rapportato ad “Erasmus per Tutti”, la proposta di programma della Commissione Europea che dovrebbe regolarizzare questi ed altri aspetti legati all’Università verso gli obiettivi di Europa 2020 (la strategia Europea verso il 2020 per rilanciare l’economia).

Il progetto MAUNIMO, promosso da un’idea dell’EUA in collaborazione con diverse Università europee (Università di Oslo, Trento, Swansea e Marburgo) e supportato dal programma Lifelong Learning della Commissione Europea, è nato per dare una più ampia panoramica delle politiche di mobilità (in ingresso ed in uscita) e dell’inter-relazione dei diversi enti locali ed universitari che regolano ed attuano tali politiche, nell’ottica di sviluppare una riflessione strategica mirata al raggiungimento degli obiettivi europei stabiliti dall’European Higher Education Area (EHEA) in accordo con Europa 2020 (secondo il Comunicato della Conferenza dei Ministri Europei per l’Istruzione emanato a Leuven / Louvain-la-Neuve nel 2009, “entro il 2020 almeno il 20% degli studenti universitari europei dovrebbe varcare almeno una volta la frontiera nazionale nell’ambito del proprio percorso universitario”).

Per realizzare tale obiettivo il progetto ha creato e testato un supporto web (“Mobility Mapping Tool” – MMT) a disposizione delle Università per auto-valutare i percorsi di mobilità da e verso il proprio ateneo. I risultati del test, utilizzato da 34 Università in 21 Paesi, ha messo in luce diversi aspetti chiave per la mobilità internazionale, come la necessità di un approccio trans-istituzionale alle politiche di mobilità e il ruolo chiave che le Università dovrebbero ricoprire nella definizione di politiche e accordi internazionali di formazione.

Questo supporto, promosso in risposta all’atavica difficoltà della Commissione Europea di fornire statistiche comparate tra i diversi programmi di mobilità, può essere la chiave per creare approcci strategici mirati a diversi settori (ad esempio, studenti stranieri residenti o studenti Erasmus).

Alle Università e alla Commissione Europea ora la scelta di avvalersi di tale strumento: da un lato le Università Europee possono trarne beneficio e migliorare il livello della propria offerta formativa; d’altro canto, per raggiungere gli obiettivi pre-fissati in Europa 2020, è necessario prima di tutto potersi avvalere di statistiche affidabili.

 

Fonte Immagine: http://www.europarl.europa.eu

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