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29 settembre 2012

Presentazione del corso in analisi criminale

Organizzata dall’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia) in collaborazione con la Commissione Politiche per la Sicurezza di Roma, il Sindacato di Polizia COISP, l’Osservatorio Nazionale Stalking, e il Centro Presunti Autori, avrà luogo a Roma (in via Statilia, 30 nella sala conferenze della Questura di Roma) giovedì 4 ottobre – dalle ore 15 alle 18 – la presentazione del corso in analisi criminale dedicato in particolare al tema dello stalking, degli omicidi e della violenza in genere. Il corso è incentrato sui moventi, le tracce e i profili investigativi e comportamentali degli autori dei suddetti reati, al fine di comprendere più profondamente le situazioni (e le modalità) in cui il presunto autore agisce violenza e prevenire la recidiva e l’escalation degli atti molesti e persecutori. I docenti, provenienti dal Ministero dell’Interno, della Giustizia e da altre istituzioni, trasferiranno buone prassi per una prevenzione primaria e secondaria con i presunti autori di violenza e stalking.

Il corso durerà da ottobre 2012 fino al mese di giugno 2013 ed è aperto agli operatori delle Forze dell’Ordine e Assistenti Sociali. Posti limitati per laureandi e laureati non appartenenti alle suddette categorie. Sarà rilasciato l’attestato di competenza.

Lo stalking rappresenta una realtà tragica e difficile da comprendere nella sua complessità in quanto ancora oggi, nonostante sia stata varata una legge specifica per porre un freno a questo reato, rappresenta un allarme sociale irrisolto: le ricerche dell’Osservatorio Nazionale Stalking attestano in Italia un’altissima incidenza del reato, che tocca la percentuale del 20% (1 italiano su 5 è vittima di atti persecutori). Dall’inizio del 2012 fino al 10 settembre sono state circa 90 le donne uccise da uomini che conoscevano e che, a causa di una separazione o un rifiuto, hanno deciso di mettere fine alla vita di quelle che dicevano di “amare”. Una decina gli uomini che si sono suicidati dopo aver commesso un omicidio. Il 15% circa delle donne uccise aveva presentato denuncia per stalking, ma probabilmente sono state molte di più, tra le vittime, le donne perseguitate che non hanno presentato denuncia per paura, perché temevano per la propria incolumità e di quella dei familiari, per sfiducia nelle autorità, per la difficoltà di far fronte alle inevitabili spese legali. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Stalking almeno un persecutore su tre è recidivo, e dopo la denuncia o condanna torna a perseguitare la vittima, spesso con una ferocia maggiore dettata da uno spirito di vendetta che non viene minimamente mitigato dall’intervento delle autorità.

Il ruolo delle forze dell’ordine e degli esperti psicologi e assistenti sociali nel contrastare lo stalking è fondamentale: conoscere le dinamiche psicologiche alla base del reato aiuta indubbiamente a delineare una strategia d’azione che possa contenere la violenza piuttosto di inasprirla. Per questo è necessario agire sia sulla vittima, sia sullo stalker stesso, soggetto che molto spesso presenta un disagio psicologico che lo spinge a perseguitare la vittima perdendo in parte la capacità di raziocinio.

L’Osservatorio Nazionale Stalking dal 2007 ha istituito un Centro (Il Centro Presunti Autori) per recuperare gli stalker con sedute di psicoterapia: ben 200 stalker hanno contenuto quasi totalmente gli agiti persecutori, permettendo così una reale protezione delle vittime. E’ infatti importante agire sul presunto autore per bloccare il circolo della violenza.

Per questi motivi è importante formare adeguatamente le forze dell’ordine, in modo tale che possano trattare i casi di stalking con tutte le accortezze del caso, segnalando alle vittime e ai persecutori i Centri Specializzati di supporto e recupero psicologico. Non bisogna dimenticare che lo stalking è psicologicamente devastante: il 70% delle vittime presenta esiti psico-relazionali gravi a seguito dell’esperienza persecutoria, il 20% soffre di disturbo post-traumatico da stress e il 10% tenta addirittura il suicidio.

Per informazioni, iscrizioni e accrediti stampa contattare la segreteria organizzativa al numero 06/44.24.65.73 o scrivere all’indirizzo e-mail aipc@email.it.

Numero nazionale stalking: 0644246573 Mail: presuntiautori@stalking.it
Web: www.centropresuntiautori.itwww.stalking.it www.osservatoriosicurezza.itwww.mediacrime.itTwitter: stalkingitaly – Skype: stalking.it

 

IL PROGETTO “STALKING CARE”

 

Gli esperti volontari dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia dal 2001, in particolare dei dipartimenti denominati Osservatorio Nazionale Stalking, Centro Presunti Autori, Osservatorio Sicurezza e Osservatorio Nazionale sulla Violenza Psicologica, in collaborazione con il Sindacato di Polizia Coisp, dal 2009 con la Commissione Sicurezza di Roma Capitale e dal 2011 con l’Assessorato Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, portano avanti il progetto “Stalking Care”. I volontari si prendono cura di tutte le persone che di rettamente o indirettamente subiscono o agiscono tutte le forme di violenza, sia uomini che donne, presunte vittime, coppie vittime/autori e presunti autori.

Chi è uno stalker? Ribadendo che stiamo analizzando una realtà assolutamente trasversale, in oltre 10 anni di esperienza sul campo possiamo tracciare una sorta di identikit:

Nel 70% circa è una persona di sesso maschile;

Nel 95% circa è un conoscente (familiare, partner, ex partner, amico o collega di lavoro e studio);

Nell’80% circa è un manipolatore affettivo, una persona che agisce da subito violenza psicologica;

Nel 70% circa ha subito un lutto, un abbandono o una separazione significativa mai elaborata: tale dolore lo/la rende molto sensibile ad un abbandono, una separazione o rifiuto.

Nell’85% circa vive il c.d. Colpo di Abbandono Improvviso;

Nel 100% circa dopo il C.A.I. agisce una forma di craving (non poter fare a meno di agire determinati comportamenti) simile alle persone che sono dipendenti da gioco, da internet o da sostanza;

Nel 90% circa ha uno stile di attaccamento insicuro evitante o ambivalente;

Nell’80% circa (la ricerca è ancora in atto) inizialmente dimostra un’empatia molto elevata che nasconde in realtà un’empatia vicina allo zero finalizzata ad usare le altre persone;

Nel 10% circa soffre di una psicopatologia invalidante con perdita di contatto con la realtà;

Nel 90% circa soffre di una psicopatologia delle relazioni.

Sono le stesse vittime e i familiari a chiedere un percorso di ri-socializzazione per i loro cari  e ad inviarli ai nostri centri, dato che difficilmente denuncerebbero gli stessi alle forze dell’ordine. Per una prevenzione efficace ed efficiente e per far emergere il numero oscuro (non denunce) che in questi casi si aggira intorno al 95%, oltre alle misure cautelari bisogna prevedere percorsi specifici sia per le persone in libertà o che sono tornate in libertà, sia per quelle ristrette in carcere e per quelle che possono godere dell’affidamento ai servizi sociali.

A Roma, dal 15 al 17 novembre 2012 sarà organizzato il Congresso Europeo sui presunti autori di violenza, stalking e omicidi in collaborazione con il Sindacato di Polizia Coisp, la Commissione Sicurezza di Roma Capitale e l’Assessorato Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio.

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