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30 settembre 2012

Pressione alta? Olio di sesamo!

Un tempo per abbassare la pressione si usava l’aglio, ora è il momento dell’olio. Secondo uno studio presentato nel corso degli incontri scientifici dell’American Heart Association’s High Blood Pressure Research 2012, le persone che in cucina utilizzano un mix di olio di sesamo e olio di crusca di riso hanno la pressione più bassa e migliori livelli di colesterolo rispetto a chi non ne fa uso.

Secondo quanto riscontrato dai ricercatori, utilizzare questa combinazione di oli è altrettanto efficace dei farmaci che vengono comunemente prescritti e utilizzati per contrastare l’ipertensione. “L’olio di crusca di riso, così come l’olio di sesamo, ha bassi livelli di grassi saturi e sembra migliorare il profilo lipidico dei pazienti“, ha commentato durante un suo intervento Devarajan Sankar, dell’University Chikushi Hospital di Chikushino in Giappone e uno degli autori dello studio, “Inoltre, può ridurre il rischio di malattie cardiache in altri modi, per esempio sostituendo oli e grassi meno sani nella dieta“.

Lo studio, durato in tutto 60 giorni, ha visto partecipi 300 persone con pressione alta che dopo la selezione sono state suddivise in tre gruppi. Al primo sono stati somministrati dei calcio antagonisti, farmaci comunemente impiegati per l’abbassamento della pressione; il secondo ha quotidianamente impiegato il mix di oli ricevendo il consiglio di usarne almeno un paio di cucchiai a pasto; il terzo si è servito di entrambe le pratiche. Al termine dei 60 giorni in tutti i gruppi è stata osservata una riduzione della pressione massima ma se per quelli che hanno fatto uso separatamente di medicinali e olio i valori si sono abbassati in modo più o meno simile, 16 punti per i primi e 14 per i secondi, è il terzo gruppo ad aver ottenuto i risultati più sorprendenti: addirittura 36 punti in meno. Anche i miglioramenti rilevati per la pressione minima hanno trovato medesimi risultati.

Oltre al cambiamento favorevole della pressione, per chi aveva introdotto gli oli nella propria dieta sono migliorati anche i dati riguardanti il colesterolo: è stata osservata una riduzione del 26% del cosiddetto colesterolo cattivo (Ldl) e un aumento del 10% di quello comunemente definito buono (Hdl).

Attualmente lo studio non è in grado di chiarire quali sostanze contenute nella combinazione di oli sia in grado di produrre questo benefico effetto. I ricercatori, però, sono convinti che si tratti degli acidi grassi e degli antiossidanti come la sesamina, il sesamolo, la sesamolina, l’orizanolo, poiché in studi precedenti erano state riscontrate queste stesse qualità. Sicuramente la ricerca va approfondita ma si può iniziare ad inserire nella propria dieta l’utilizzo di questi oli senza, però, mettere da parte le medicine e continuando a fare riferimento al proprio medico.

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