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2 settembre 2012

Salute: il narghilè fa male come la sigaretta

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Uno studio della Mashad University of Medical Sciences ha dimostrato che gli effetti provocati al narghilè sarebbero i medesimi di quelli causati dalle più comuni sigarette.

Il narghilè ha origini antiche, secondo la tradizione già gli egizi lo utilizzavano per fumare il tabacco, costruendone la struttura attraverso l’impiego di materiali presenti in natura quali la noce di cocco o le canne di bambù.

Una volta costituita la struttura si sfruttava il principio di aspirazione per poterne usufruire: si lasciava bruciare il carboncino posto alla sommità di essa, dal quale scaturiva il fumo che – dopo essere strato filtrato dall’acqua presente nella parte inferiore del narghilè – veniva direttamente ‘succhiato’ dal fumatore.

Da allora sono trascorsi numerosi secoli, il narghilè si è diffuso in moltissimi paesi orientali e si è inserito nel tessuto cultural- sociale al punto da rappresentare un oggetto – un momento – di profonda comunione tra pari, amici, compagni.

Per tale motivo, nonostante il tentativo reiterato da parte degli organi religiosi islamici di limitare l’uso del narghilè o addirittura proibirlo, esso continua ad essere largamente utilizzato da grandi fette della popolazione maschile indiana, turca, iraniana et similia.

Oggi, proprio da uno dei più grandi consumatori di narghilè, l’Iran, arriva lo studio che ne sostiene la pericolosità per la salute.

Un team di ricercatori della Mashhad University of Medical Sciences ha infatti pubblicato sulla rivista ‘Respirology‘ un articolo contenente tutte le proprietà e gli effetti negativi del šīša, ignote alla gran parte dei fumatori di narghilè convinti che tale strumento elimini le componenti tossiche del tabacco tipiche delle sigarette.

L’équipe ha effettuato un lungo studio su 57 fumatori di narghilè, 30 fumatori inalatori profondi di sigarette, 51 inalatori normali di fumo di sigarette e infine 44 non fumatori che fungevano da gruppo di controllo.

Stando ai risultati non vi sono differenze degne di nota tra i sintomi rintracciati nei profondi inalatori di fumo di sigaretta e quelli invece indicati dai fumatori di narghilè.

Alcuni esempi?  L’oppressione toracica si presentava nel 40% degli inalatori profondi e nel 36,8% dei fumatori di narghile’, dati molto simili che si distaccano decisamente dalla sola oppressione toracica dei non fumatori, pari al 13,3%.

Allo stesso modo i sibili nel respiro, a indicare difficoltà respiratorie, erano presenti nel 30% degli inalatori profondi e nel 23% dei fumatori di narghilè, contro l’irrilevante 9,1% dei non fumatori.

Il narghilè non sarebbe dunque migliore della sigaretta, ma nocivo quasi allo stesso modo. Ne consegue che sarebbe meglio rinunciarvi per vivere meglio con se stessi, che è il primo e più importante dei modi per vivere bene…insieme agli altri.

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