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3 settembre 2012

Un brain-chip che “comunica” con i neuroni

Quel che un tempo apparteneva solo alla fantascienza ora è oggetto di ampia sperimentazione sebbene desti ancora un certo scetticismo e meraviglia nei non addetti ai lavori.

E’ il caso di un microchip a forma di ago impiantabile nel cervello che utilizza le più avanzate tecnologie del silicio ed è in grado di “interfacciarsi” con vaste aree cerebrali.

La caratteristica innovativa oltre alle dimensioni ridotte ed il rivestimento in diossido di titanio (“electrolyte-oxide-semiconductor”) che ne garantisce la biocompatibilità è la possibilità di stabilire una comunicazione” con gruppi neuronali in maniera bidirezionale. Il chip permette non solo di ricevere “informazioni” ma di inviarle, cioè stimolare particolari zone del cervello.

Il progetto CyberRat finanziato dalla Comunità Europea vede la partecipazione di Stefano Vassanelli, neurofisiologo del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’ Università degli Studi di Padova che in un’ intervista su “La Stampa” ha fornito maggiori informazioni sul dispositivo di nuova generazione:

“oltre a raggiungere per la prima volta una risoluzione così elevata la tecnica ha consentito di stabilire con i neuroni una comunicazione bi-direzionale: da cervello a chip, registrando l’attività neuronale, e da chip a cervello stimolandola. La nuova tecnologia sviluppata in CyberRat rappresenta la base di partenza per lo sviluppo di nuovi sofisticati strumenti sperimentali utili a capire come le reti complesse che i neuroni creano nel cervello interconnettendosi sono in grado di elaborare le informazioni“.

Il chip che permette un controllo senza precedenti dell’ attività neuronale dovrebbe fornire nuovi dati soprattutto riguardo al funzionamento dei circuiti senso-motori e di aree cerebrali legate alla vista, udito ed attenzione. Non sono esclusi possibili sviluppi riguardo lo studio e la cura di malattie neurologiche come epilessia, Alzheimer e Parkinson.

La ricerca dal titolo “Atomic layer deposited TiO2 for implantable brain-chip interfacing devices” è stata pubblicata su http://www.cyberrat.eu/.

Fonte immagine: http://biomed.brown.edu/

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