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13 settembre 2012

Unisob, seminario sulla dislessia

Nella definizione dell’Associazione Italiana Dislessia la dislessia è un “Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA)“. Questo disturbo non è il sintomo di un deficit dell’intelligenza o di una ridotta capacità di apprendimento, ma crea non pochi disagi, anche sociali, ai bambini che ne sono affetti.

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico.
Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Ssecondaria di primo grado)“, si legge sul sito dell’Associazione Italiana Dislessia.

La redazione di Controcampus ha dedicato diversi articoli all’organizzazione di eventi dedicati alla discussione intorno a questo problema che comincia finalmente a essere tenuto nella giusta considerazione, quantunque in Italia si registrino ancora episodi di discriminazione nei confronti dei piccoli studenti affetti da questo disturbo.

Anche l’Istututo Universitario Suor Orsola Benincasa contribuisce ad alimentare il dibattito di studio e sensibilizzazione intorno alla dislessia. L’occasione di approfondimento è fornita dall’uscita del libro di Piero CrispianiDislessia come disprassia sequenziale, Edizioni Junior, Bergamo 2011:  l’Università Suor Orsola Benincasa,  in collaborazione l’UNIPED – Unione Italiana Pedagogisti, il Centro Studi ITARD – Ente formatore accreditato MIUR, l’Istituto ITARD – Istituto di formazione riconosciuto dall’UNIPED, e la casa editrice Junior di Bergamo, ha organizzato la giornata di studi “La dislessia come disprassia sequenziale“, animata, come il volume omonimo del seminario, dalla volontà di descrivere il disturbo e di capire “come e perché si legge male“, per procedere al trattamento terapeutico (Crispiani, Dislessia come disprassia sequenziale, p. 9)

Il seminario si terrà martedì 18 settembre 2012 alle 15.30, presso la Sala degli Angeli, in via Suor Orsola 10 a Napoli, e ospiterà interventi che intendono mostrare come alla dislessia vada oggi dedicato un approccio interdisciplinare, trattandosi di “un fenomeno dirompente ma che viene da lontano ed interessa scienze e professioni in ambito pedagogico, psicologico, neurologico, logopedico, motorio“, come si spiega sulla pagina dedicata all’incontro voluto dall’Unisob.

All’incontro saranno presenti il rettore dell’Unisob, Lucio d’Alessandro, il preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Unisob, Enricomaria Corbi, ed Elisa Frauenfelder, docente ordinario di Pedagogia generale e sociale (Unisob). Esporranno i loro contributi Antonio Parisi, Neurologo Centro Studi “C.H. Delacato” Sorrento (La fabbrica della lettura, ontogenesi del sistema nervoso umano e acquisizione della lettura), Annalisa Buonomo, Psicologa Centro Studi “C. H. Delacato” Sorrento (I neuroni della lettura), Franco Biancardi, Dirigente Scolastico Specializzato DSA, Coordinatore del Tirocinio didattico nel CdL in Scienze della Formazione Primaria presso l’ateneo Suor Orsola Benincasa (Le nuove azioni didattiche per i soggetti dislessici), e lo stesso Piero Crispiani, Ordinario di Pedagogia speciale Università di Macerata, nonché Direttore scientifico del Centro Italiano Dislessia, Pedagogista clinico UNIPED (Dalla complessità del fenomeno alle linee terapiche, didattiche ed educative). Crispiani presenterà inoltre il progetto “Io non mi arrendo“.

La comprensione dei meccanismi neuro-psichici alla base del disturbo è fondamentale per aiutare i piccoli studenti che ne sono affetti a non sentirsi degli emarginati, dei “diversi” rispetto ai loro compagni. Al disturbo si accompagna non di rado nei piccoli un forte senso di demotivazione, un pericoloso calo dell’autostima e, a volte, seri problemi psicologici che turbano il sereno e completo sviluppo del bambino e lo danneggiano l’espressione delle sue migliori potenzialità.

Ma la dislessia “non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Il bambino dislessico può leggere e scrivere– si legge ancora sul sito dell’Associazione Italiana Dislessia, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La dislessa si presenta in quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbidità); questo fatto determina la marcata eterogeneità dei profili e l’espressività con cui i DSA si manifestano, e che comporta significative ricadute sulle indagini diagnostiche. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura: disortografia (cioè una difficoltà di tipo ortografico, nel 60% dei casi) e disgrafia (difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura, cioè una cattiva resa formale, nel 43% dei casi), nel calcolo (44% dei casi) e, talvolta, anche in altre attività mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e, di solito, vivaci e creativi“.

 

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