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31 ottobre 2012

Giornata della gentilezza: essere gentili, almeno per un giorno!

Si è conclusa il 28 ottobre a Bologna la settimana del saluto: sette giorni per ripassare la grammatica della cortesia, un linguaggio fatto di parole come buongiorno, arrivederci e buonasera.

Un vocabolario del vivere civile e per essere gentili che dovrebbe essere scontato per tutti ma che sta, invece, diventando sempre più raro.

Eppure «come il calore riesce a sciogliere la cera (e il ghiaccio) -scrive Gianfranco Ravasi – un piccolo gesto di cortesia riempie l’animo di simpatia, di cordialità, di fiducia nei confronti dell’altro».

Il saluto è semplice, immediato e non costa fatica, ma comunica gentilezza e considerazione.

Un’iniziativa questa che è stata organizzata per la terza volta dall’associazione ”La città civile”, animata dall’idea che le abitudini cortesi semplifichino la vita e abbiano la facoltà di distribuire quei, seppur minimi, segnali di riconoscimento di ciascuno ha bisogno.

Forse non basterà un saluto per soppiantare quel senso di ansia, di preoccupazione, di fretta che ci opprimono ogni giorno, ma aiuta a sentirsi visti, presi in considerazione, e comunque “alla peggio” non guasta.

E, sempre con questo spirito, il 13 novembre sarà la Giornata della gentilezza. «Grazie alla virtù antica ed universale della gentilezza, la società contemporanea può compiere un passo in avanti. La gentilezza può abbattere le barriere più della forza fisica, dimostrandoci che nella vita degli uomini quello che conta è l’equilibrio, l’armonia, ed il rispetto. La gentilezza una volta interiorizzata in ognuno di noi, potrà portarci tutti sulla strada della vera modernità.» È da queste convinzioni che nel 2001 a Parma nasce il Movimento italiano per la gentilezza, un’associazione emanazione dello stesso, è sorta in occasione del convegno di Singapore. Obiettivo di quest’associazione è quello di «raccogliere tutte le persone che desiderano contribuire alla diffusione dei valori di civiltà, di armonica convivenza e di progresso, affinché prosegua con sereno ottimismo il cammino dell’uomo, come individuo e come cittadino, verso un continuo miglioramento di sé e della società in cui vive

Si potrà essere scettici verso queste iniziative, accusarle di buonismo persino, ma di certo il fatto stesso che qualcuno abbia sentito l’esigenza di creare, a livello mondiale, un Movimento per la gentilezza merita una piccola riflessione. Forse la scortesia è accentuata dalla crisi, dal fatto che tutti siamo concentrati su questioni “più importanti” e preoccupazioni “ben più gravi”, ma di certo non nasce con essa. La disattenzione verso il mondo e l’assoluta concentrazione su noi stessi è certamente una delle manifestazioni principali di quell’individualismo verso cui la società odierna ci spinge. E non si tratta di morale, di religione, di buonismo collettivo ma forse solo della necessità di riabituarci a vedere gli altri, oltre quello sguardo distratto che sembra rimasto l’unico di cui siamo capaci.

Selene Parigi

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