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30 ottobre 2012

La partita per l’Erasmus si gioca a Bruxelles “Lifelong Learning”

Erasmus Mundus
La partita per l’Erasmus si gioca a Bruxelles

La partita per l’Erasmus si gioca a Bruxelles

La partita per l’Erasmus si gioca a Bruxelles “Lifelong Learning”.

Dopo una serie di vicissitudini e di tagli, sarà la riunione del 9 Novembre a concludere i ventuno giorni di negoziazioni con i delegati del Parlamento Europeo in un “Consiglio di conciliazione” per confermare la possibilità di restaurare i fondi tagliati dai Ministeri nazionali, nel mese di luglio.

Il Parlamento Europeo, infatti, ha supportato con una grossa maggioranza (492 a 123) la ricollocazione originaria di 1.9 miliardi di Euro, che erano stati tagliati da una serie di programmi chiave, inclusi l’Erasmus Mundus, il Lifelong Learning e il Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo.

Tuttavia, mentre i parlamentari europei riflettono la voce pubblica, il Consiglio dei Ministri esprime l’imbarazzo dei governi membri, che stanno affrontando grosse difficoltà nei bilanci domestici, alcuni addirittura a rischio recessione – e  secondo la normativa Europea, Parlamento e Consiglio hanno autorità condivisa sul bilancio.

Cosi, sette Paesi non hanno accettato l’aumento di spesa per il budget 2013 di ulteriori 9 miliardi di Euro, tra cui Finlandia, Francia e Germania hanno chiesto un taglio di 5 miliardi di Euro per la spesa del prossimo anno.

D’altro canto, la Commissione Europea ha proposto un budget correttivo addizionale di 90 milioni di Euro, per evitare la mancanza di fondi prospettata dal prossimo gennaio, che sarà presentato alla riunione del 9 novembre, per poi esser ratificato da Parlamento e Consiglio.

La Commissione Europea ha già provveduto a trasferire 980 milioni di Euro alle agenzie nazionali, cosi come previsto dai fondi per l’anno corrente, tuttavia: la cifra risulta insufficiente a coprire tutti gli impegni presi; Bruxelles aveva presentato un budget di 132.7 miliardi di Euro per il 2012, ma alla fine il bilancio approvato è stato di 129.1 miliardi di Euro.

Mentre i giovani, tramite i Forum e le organizzazioni Internazionali, fanno conoscere il loro malcontento: secondo Luis Alvarado Martinez, presidente di AEGEE – Europe, il Forum Studentesco Europeo, «questo clima di incertezza potrebbe causare un calo nella partecipazione ai progetti di mobilità.» AEGEE – Europe si è fatta, per questo motivo, promotrice della petizione Non rischiare il futuro del programma Erasmus!, che ha raccolto già oltre tremila firme tra i giovani studenti di tutta l’Europa, ed è rivolta ai Governi Nazionali Europei con l’obiettivo di garantire un futuro stabile al Programma.

Le aspettative sono alte, i rischi forse anche maggiori. Perché in fondo è innegabile come la mobilità giovanile abbia contribuito a quel clima di stabilità e pace che ha portato l’Unione Europea al Nobel.

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